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G7 Germania, Draghi: "Un successo, grande unità sull'Ucraina"

(Adnkronos) - Il G7 in Germania è stato "veramente un successo, ha riaffermato piena e grande coesione, grande unità di vedute in particolare per quanto riguarda la guerra in Ucraina". Così il presidente del Consiglio, Mario Draghi, nella conferenza stampa al termine del summit ad Elmau. Il G7, ha aggiunto il premier "è pronto a sostenere l'Ucraina per tutto il tempo necessario", proseguendo sulla strada delle sanzioni, "essenziale per portare la Russia al tavolo dei negoziati".

"La pace - ha ribadito Draghi - dovrà essere quella che vuole l'Ucraina ma, come ha detto il presidente Biden" dobbiamo "essere pronti a cogliere spazi negoziali se dovessero presentarsi". "Il sostegno all'Ucraina - ha proseguito - fino ad ora è stato sufficiente per permettere di difendersi. L'ho detto e ripetuto tante volte: non ci sarà pace se l'Ucraina non sarà in grado di difendersi. Senza difese c'è imposizione, sottomissione e oppressione, non c'è pace. Finora il sostegno del G7 è stato sufficiente, la condizione essenziale per la difesa. Questo costituisce una sorpresa, nessuno pensava che l'Ucraina potesse difendersi con efficacia e coraggio, come sta facendo. Le ultime settimane hanno visto un costante progresso delle forze militari russe. Tutti guardiamo quello che succede sul campo, il sostegno all'Ucraina andrà avanti e continuerà in maniera unitaria e adeguata".

Draghi ha osservato che è "molto difficile fare previsioni sulla durata della guerra. All'inizio si dava per scontato che l'Ucraina sarebbe stata invasa e rapidamente avrebbe sottoscritto la pace, perché nessuno pensava potesse difendersi. La durata della guerra in un certo senso sta manifestando il successo della difesa ucraina, il successo del sostegno che il G7 e in generale la Nato ha dato all'Ucraina. Quindi, quanto duri è molto complicato dirlo. Quello che è certo è che da questo summit esce, insieme alla fermezza del sostegno, che se c'è la possibilità di negoziati, qui siamo".

CRISI DEL GRANO - Poi, sulla crisi del grano: "Il segretario generale dell'Onu ha detto che siamo ormai vicino al momento della verità per capire se la Russia vorrà sottoscrivere un accordo che permetterà al grano di uscire dai porti". "La situazione - ha aggiunto - va sbloccata in tempi rapidi". Sul fronte del grano ci "sono complessivamente buone notizie. Intanto molti di noi pensavano che occorresse sminare porti, invece ci sono corridoi sicuri per far passare le navi e questo fa guadagnare fino a un mese di tempo. La Russia ha accettato che Ucraina, Turchia e Nazioni Unite possano avere un ruolo nel piano per sbloccare il grano nei porti ucraini. Ora quello che tutti stanno aspettando è il sì finale del Cremlino" e potrebbe arrivare "molto presto".

ENERGIA - Parlando della questione energetica, il premier ha detto che "è molto difficile capire che cosa farà la Russia con il gas, andiamo avanti cercando di diversificare, aumentando gli investimenti delle rinnovabili, facendo anche investimenti di lungo periodo delle rinnovabili nei Paesi in via di sviluppo". "Se la Russia deciderà di tagliare all'improvviso tutte le forniture ci devono essere dei piani di emergenza, ma le scorte stanno incrementando in modo positivo, abbiamo raggiunto un buon livello di scorte e quindi pianifichiamo di completare le scorte. Siamo capaci di gestire questa transizione nel momento in cui saremo completamente indipendenti dal gas russo" ha rimarcato. "Alcune persone temono che forse potremmo ritornare indietro nei nostri obiettivi sul clima, ma questo non sta succedendo" ha poi sottolineato il presidente del Consiglio.

NATO - Quanto al vertice Nato, dal summit "ci aspettiamo la riaffermazione di unità e di fermezza già espresso dal G7 e poi, probabilmente, un ampliamento della Nato alla Svezia e alla Finlandia. Gli effetti di questa guerra sono imprevedibili, ora ci troviamo un'Unione europea più unita, una Nato più unita e più grande. Tutti i Paesi limitrofi alla Russia, cercano protezione e riarmamento. Le cose non stanno andando come avrebbe voluto il presidente Putin".

G20 - Sul G20 che si svolgerà in Indonesia, Draghi ha detto che Vladimir Putin "non verrà" al vertice, il presidente dell'Indonesia, Joko Widodo, che organizza l'evento "è stato categorico. Quello che potrà succedere è un intervento da remoto, vedremo".

G7 - In conferenza stampa il premier ha ricordato che "il G7 resta ancora il punto di raccordo, di coordinamento più importante al mondo per la politica tout court: sicurezza, economica, internazionale. Occorre però essere consapevoli che ormai rappresentiamo una minoranza nel mondo, potente" ha evidenziato. Ad esempio "gli Stati Uniti e l'Unione europea sono di gran lunga i più grandi donatori al mondo di vaccini". I componenti del G7 "sono i Paesi più ricchi nel mondo, quindi restano Paesi fondamentali, però sono una minoranza della popolazione del mondo, anche in termini di opinione".

Perciò, ha aggiunto il premier, "il G7 è consapevole che se vuole che i propri temi", quelli "della difesa delle democrazie, dell'avversione alle autocrazie, si diffondano del mondo, occorre avvicinare gli altri Paesi, renderli compartecipi dei momenti fondamentali". Infatti, dalla discussione durante il G7 "quel che è venuto fuori è che quei Paesi che hanno un atteggiamento abbastanza neutrale tra Russia e Ucraina non sono stati avvicinati. E nella discussione che c'è stata si è visto subito come ci fosse desiderio di essere coinvolti". "Alcuni di questi Paesi sono poveri. Mi viene sempre in mente un proverbio africano - ha aggiunto Draghi - che veniva citato a metà degli anni Ottanta quando ero alla Banca mondiale: quando gli elefanti lottano è l'erba che soffre. Quindi se i Paesi si sentono erba soffrono, ed è difficile chieder loro di prendere parte".

VISCO - Sulle indiscrezioni legate a eventuali dimissioni del governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, il presidente del Consiglio ha risposto: "Non ne so assolutamente nulla. Sarà il governatore a decidere quando vuole, è sempre stato così". Dimissioni che, sempre secondo indiscrezioni, sarebbero legate a prossime nomine. E su questo ultimo punto, il premier ha osservato: "Mi vengono in mente solo quelle dei vertici di Invitalia".

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