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Gabriele Lavia: ''Chiusura teatri è scandalo contro l'umanità, solo Draghi può riaprirli''

webinfo@adnkronos.com (Web Info)
·2 minuto per la lettura

''Draghi è una persone seria intelligente e onesta. Non lo conosco ma lo vedo, lo sento, lo riconosco. Ha il tono di una persona preparata, seria e onesta e credo che soltanto lui possa mettere a posto questa scandalo, perché questo è uno scandalo contro l’umanità! Il teatro è la manifestazione più antica dell’essere umano, è probabile che l’uomo si sia reso conto di essere uomo vedendosi rappresentato''. Così all'Adnkronos l'attore, regista e sceneggiatore italiano Gabriele Lavia sulla protesta silenziosa di ieri 'facciamo luce sul teatro', indetta dall’associazione U.n.i.t.a. che ha chiesto ai grandi teatri nazionali ma anche a quelli più piccoli di restare aperti e illuminati dalle 19.30 alle 21.30. Lavia ieri ha recitato per il pubblico davanti al Teatro Vascello illuminato, racconta: "E’ stato molto bello -dice commosso- c’era tantissima gente assiepata contro le porte di vetro del teatro. I teatri dovevano restare chiusi e sono rimasti chiusi ma la gente è rimasta a sentire. C’erano degli altoparlanti messi fuori, ho detto un po' di poesie a braccio e anche a richiesta. C’è stata una richiesta generale di dire 'A Silvia', i ragazzi amano 'A Silvia', c'è un grande amore attorno a questa giovinezza ferita e uccisa''.

"Il teatro è così importante che varrebbe la pena che ci fosse un ministro del teatro non il ministro della cultura -sottolinea Lavia- cosa è la cultura? È una bella parola, la cultura vuol dire la coltivazione e coltivare vuol dire seminare, crescere e germogliare, insomma non è un gioco. Draghi mi sembra che abbia una marcia in più perciò lo invoco e lo supplico di ricordarsi di fare, per la prima volta nella storia di questo paese, un gesto gigantesco: un ministro del teatro. ''I teatri chiusi -prosegue- è amaro doverlo dire, fanno comodo. Se è un teatro è chiuso paga gli stipendi e non fa teatro -denuncia Lavia- che grande fortuna! Gli impiegati dei teatri prendono comunque i loro stipendi. Con questa chiusura è crollato il teatro vero, se gli impiegati non ricevessero gli stipendi il teatro si farebbe eccome'', conclude l'attore.

(di Alisa Toaff)