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Gas, FT: a Bruxelles timori che piano emergenza gas non passi

Image from askanews web site
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Roma, 22 lug. (askanews) - Dopo che alcuni paesi rilevanti hanno manifestato una esplicita contrarietà al piano europeo di emergenza sul gas, che prevede tagli del 15% ai consumi per fare fronte alle tensioni con la Russia e dispone di un meccanismo di "solidarietà" tra paesi sulle forniture, ora "fonti diplomatiche a Bruxelles" ammettono di avere dubbi che il progetto possa essere approvato dai governi. Lo riporta il Financial Times, riguardo al piano che la commissione europea ha presentato mercoledì scorso e su cui martedì si svolgerà un vertice straordinario dei ministri dell'Ernergia, chiamati ad avallare il progetto.

Secondo il quotidiano serve l'appoggio del 55% dei Paesi o di Stati che rappresentino il 65 per cento della popolazione Ue. Il piano è articolato ma fondamentalmente impone tagli ai consumi del 15% sul gas da subito e, nel caso in cui la commissione europea proclami uno "stato di emergenza", a causa di cali drastici delle forniture dalla Russia o di uno stop totale, questi tagli, che inizialmente sarebbero su base volontaria, diventerebbero vincolanti. I paesi senza problemi di approvvigionamento sarebbero tenuti a rifornire quelli finiti a corto di gas.

Il quotidiano rileva come Spagna e Portogallo abbiano manifestato una netta opposizione a questo progetto mentre diversi altri paesi europei hanno espresso forti dubbi. La ministra dell'Energia spagnola Teresa Ribera ha rimarcato che "a differenza di altri paesi, noi spagnoli non abbiamo vissuto sopra le nostre possibilità dal punto di vista energetico". Una dichiarazione che non fa presagire nulla di positivo sul concetto di "solidarietà" sulle forniture di gas.

Anche più netto il responsabile per l'energia del governo della del Portogallo, João Galamba: "non ci si può chiedere un sacrificio spropositato su cui non siamo nemmeno stati consultati".

A favore del piano si è invece espresso il ministro dell'energia della Germania, Robert Habeck: "i paesi che non sono toccati dai tagli delle forniture della Russia dovrebbero aiutare gli altri. Altrimenti non c'è solidarietà europea", ha detto. Ma già dopo la presentazione del piano alcuni osservatori sostenevano che sembrava "tagliato" sulle esigenze di Berlino.

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