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Gas Naturale: Prezzi Instabili per le Tensioni con la Russia

·3 minuto per la lettura

I prezzi del Gas Naturale quotato in dollari al Nymex hanno avviato la settimana oscillando fra 5.663 e 5.380, senza fornire indicazioni di esaurimento della fase di ampia stabilizzazione in via di sviluppo dopo il raggiungimento dei massimi pluri-annuali di ottobre, a quota 6.466. Sebbene possa apparire poco opportuno parlare di “stabilizzazione” del mercato quando ci si riferisce ad un range di ampiezza superiore al 30%, dobbiamo contestualizzare il movimento mettendolo in relazione al precedente rialzo, che aveva avuto dimensioni pari quasi al 170% misurate dai minimi dello scorso marzo. Lo scenario di tendenza risulta più comprensibile osservando il grafico storico a barre con scansione weekly. L’intera area compresa fra 6.281/6.466 (resistenza di medio periodo) e 4.735/4.825 (supporto di medio periodo) è passibile ancora per diverse settimane di ripetuti e improvvisi cambi di tendenza al suo interno. La funzione tecnica di questo movimento è quella di creare una base di appoggio per futuri rialzi nel corso del 2022.

La Russia si prende altro tempo per le forniture

La time-line di oggi 8 novembre rischia di trascorrere senza che la Russia abbia ancora mantenuto fede alle promesse di Vladimir Putin di pompare più gas in Europa. Si stanno quindi aggravando di ora in ora le preoccupazioni dell’Unione Europea su di forniture limitate, prezzi elevati e dipendenza energetica da Mosca, il tutto mentre l’inverno ormai incombe. Tali preoccupazioni si sono palesate fin dalla mattinata odierna quando il contratto future TTF scad. 12/21, quotato in Olanda, è aumentato di quasi il 10% prima che la tensione sui prezzi cominciasse ad allentarsi.

A rischio l’approvvigionamento UE

La Russia fornisce un terzo del gas europeo e si attendono quindi dei chiarimenti da Gazprom nel momento in cui l’aumento dei prezzi spot ha colpito pesantemente sia le famiglie che le imprese. Il Cremlino si era impegnato a inviare più gas in Europa una volta che i suoi serbatoi di stoccaggio domestici fossero stati riforniti, in linea con l’ordine impartito dallo stesso Putin alla società energetica statale Gazprom. Era quindi stata fissata in agenda la data dell’8 novembre come probabile limite entro cui le forniture verso la UE avrebbero dovuto aumentare. Allo stato attuale però, come riporta Reuters, pare che Gazprom non abbia ancora prenotato alcun aumento di flusso né sul gasdotto di transito attraverso l’Ucraina né su quello che arriva in Germania dalla Polonia. La produzione e le esportazioni di Gazprom sono vicine a livelli record ma il suo flusso verso i siti di stoccaggio europei in Germania è fermo a circa un terzo dei livelli di un anno fa. La preoccupazione dell’UE è ovviamente che Mosca stia usando la situazione per scopi politici, manipolando il mercato per far salire i prezzi, ma la Russia glissa. Interrogato sulla possibilità di ulteriori forniture di gas all’Europa, il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha dichiarato: “Dovete contattare Gazprom”.

Il Quadro Tecnico per il future Natural Gas

Alle ore 18.10 CET il contratto future scad.12/21 del Nymex (prezzi in dollari) segna un +0.63% rispetto alla chiusura di venerdì scorso, a quota 5.551. I prezzi hanno fermato la discesa odierna appena giunti a ridosso dell’area di supporto intermedia posta fra 5.350/5.372, ma ci sono buone probabilità che la debolezza possa riprendere tra stanotte e domani generando un ulteriore arretramento fino a 5.150/5.160. Mentre scriviamo i prezzi si trovano nell’area delle resistenze intraday posizionate a 5.510 e 5.660/675, per cui in una zona da cui non dovrebbe tardare a farsi avvertire di nuovo la pressione ribassista. Lo scenario verrebbe interrotto e rivisto in presenza di una chiusura su grafico a 30 minuti superiore a 5.675.

This article was originally posted on FX Empire

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