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Gas russo, quali conseguenze economiche per lo stop?

(Adnkronos) - Lo scenario peggiore sembra anche quello più probabile e si sta realizzando: Gazprom ha già interrotto le forniture di gas dalla Russia e potrebbe non riattivarle. S&P RG e Confindustria svelano le conseguenze disastrose della crisi energetica. Con la scusa di effettuare una nuova manutenzione al compressore del Nord Stream 1, Gazprom ha già interrotto le forniture di gas dal 31 agosto e non c’è alcuna certezza su una ripartenza dei flussi.

Lo stop al gas russo complica l’attività di stoccaggio nei Paesi europei, ricorda Money.it. La Francia ha già lanciato un piano di razionamento di gas ma la Commissione europea prevede una riduzione del 15% di consumo di gas in tutta Europa.

Questo è il contesto in cui va letto il rapporto di S&P Global Ratings che analizza le conseguenze economiche per lo stop totale dei flussi di gas dalla Russia.

Nel caso di un blocco totale, le conseguenze economiche sarebbero devastanti per quest'ultima, determinando un razionamento obbligatorio in tutta la Ue, un rallentamento della crescita dell’eurozona con picchi prolungati di inflazione. E la Germania - che in base ai dati del 2020 dipende per quasi il 60% dal gas russo- cadrebbe in recessione.

Situazione pericolosa per l'Italia, che "soffre meno" della Germania grazie anche alla capacità di diversificare le proprie fonti energetiche con oltre 3/5 del gas che arrivano prevalentemente da Algeria, Libia e Azerbaijan.

Anche Confindustria ritiene che uno stop totale delle forniture di gas dalla Russia comporterebbe "uno shock su volumi e prezzi con un impatto pesante" sull'economia italiana. Prevedendo una la carenza di offerta pari a circa il 18,4% dei consumi italiani, gli economisti stimano un impatto negativo pari al -1% del Pil tra primavera 2022 e inverno 2023 che potrebbe aggravarsi fino al -2,2% nel caso di ulteriori rincari dei prezzi energetici.