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Gb, disoccupazione ai minimi da 48 anni, inflazione penalizza salari

Una bandiera britannica a Londra, davanti al Big Ben

LONDRA (Reuters) - Nei primi tre mesi dell'anno, il tasso di disoccupazione britannico è sceso ai minimi dal 1974, ma l'impennata dell'inflazione ha portato al più grande calo annuale dei salari reali per la maggior parte dei lavoratori dal 2013.

Il tasso di disoccupazione è sceso al 3,7% dal 3,8% - al di sotto delle attese in un sondaggio Reuters, che non prevedeva una variazione - e il numero di persone disoccupate è risultato inferiore ai posti vacanti offerti, per la prima volta dall'inizio della serie.

"Nonostante il rallentamento della crescita nel mese di marzo, il mercato del lavoro del Regno Unito rimane vivace, con un record di posti vacanti e di spostamenti da un lavoro all'altro", ha dichiarato Matthew Percival della Confederazione dell'industria britannica.

La Banca d'Inghilterra sta osservando con attenzione la forza del mercato del lavoro britannico, poiché teme che una crescita dei salari superiore al normale sia un fattore chiave attraverso il quale l'attuale impennata dell'inflazione, trainata dai prezzi energetici, potrebbe radicarsi.

L'inflazione dei prezzi al consumo a marzo si è attestata al 7,0% e i dati ufficiali previsti oggi per il mese d'aprile dovrebbero risultare pari al 9,1%, in seguito all'entrata in vigore di un aumento del 54% per le tariffe energetiche.

Le retribuzioni totali nel primo trimestre sono aumentate del 7,0% rispetto all'anno precedente, ben oltre le stime medie degli economisti che prevedevano un aumento del 5,4%, dopo che le aziende hanno fatto ricorso a bonus per attirare o mantenere il proprio personale. Le retribuzioni ordinarie sono aumentate solo poco più del previsto, in rialzo del 4,2%.

Rettificata per l'inflazione, la retribuzione di base è risultata inferiore del 2,0% rispetto a un anno fa, il maggior calo dai tre mesi fino a settembre 2013.

La BoE prevede che un ulteriore aumento dei prezzi porterà l'economia vicino alla recessione entro la fine dell'anno, aggravando la disoccupazione.

I dati di ieri hanno mostrato un'impennata delle retribuzioni in alcuni settori - con un aumento totale del 9,9% solo a marzo - ma i benefici di un mercato del lavoro rigido sono distribuiti in modo disomogeneo.

(Tradotto da Enrico Sciacovelli, editing Stefano Bernabei)

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