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Gedi: scontro in casa De Benedetti mette le ali al titolo (+10%)

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Milano, 14 ott. (askanews) - Sugli scudi ai primi scambi a Piazza Affari il titolo Gedi (+10% a 0,279 euro), il gruppo editoriale che controlla l'Espresso, la Repubblica, La Stampa e Il Secolo XIX, sotto i riflettori dopo che l'Ingegnere Carlo De Benedetti è tornato in campo per riprendersi Repubblica, aprendo così una guerra in famiglia.

Carlo de Benedetti ha presentato a Cir, presieduta dal figlio Rodolfo, un'offerta di acquisto cash del 29,9% delle azioni di Gedi al prezzo di chiusura di giovedì e cioè 0,25 euro per azione. "Questa mia iniziativa è volta a rilanciare il gruppo al quale sono stato associato per lunga parte della mia vita e che ho presieduto per dieci anni, promuovendone le straordinarie potenzialità", ha scritto De Benedetti nella lettera che accompagna l'offerta di acquisto. "È chiaro che conoscendo bene il settore, mi sono note le prospettive difficili, ma credo che con passione, impegno, consenso e competenza, il gruppo possa avere un futuro coerente con la sua grande storia". A stretto giro la risposta di Cir che ha rigettato l'offerta giudicandola "irricevibile in quanto del tutto inadeguata a riconoscere a Cir e a tutti gli azionisti il reale valore della partecipazione e ad assicurare prospettive sostenibili di lungo termine a Gedi".

Più pesanti le dichiarazioni dei protagonisti arrivate dopo le comunicazioni ufficiali delle aziende. "Sono profondamente amareggiato e sconcertato - ha detto Rodolfo De Benedetti - dall'iniziativa non sollecitata nè concordata presa da mio padre e il cui unico risultato consiste nel creare un'inutile distrazione, della quale certo non si sentiva il bisogno". "Trovo bizzarre - ha replicato Carlo De Benedetti - le dichiarazioni di mio figlio Rodolfo. E' la stessa persona che ha trattato la vendita del Gruppo Espresso a Cattaneo e Marsaglia. La gestione sua e di suo fratello Marco hanno determinato il crollo del valore della azienda e la mancanza di qualsiasi prospettiva, concentrandosi esclusivamente sulla ricerca di un compratore visto che non hanno nè competenza nè passione per fare gli editori".