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Gelo sui vaccini. Ma l’entusiasmo prosegue in Europa

Pierluigi Gerbino
·5 minuto per la lettura

Il day after della notizia sui prodigiosi risultati di efficacia delle sperimentazioni sul vaccino Pfizer, che lunedì ha sferzato al rialzo i mercati azionari ed ha ingarbugliato tutte le correlazioni che gli investitori hanno alimentato nei mesi della Pandemia, doveva darci qualche ulteriore argomento di analisi.

L’efficienza e la rapidità raggiunte nelle comunicazioni e nei meccanismi di trasmissione in tempo reale sui prezzi delle informazioni che gli investitori ricevono hanno decisamente accelerato il processo di incorporazione delle notizie nei prezzi. E’ ormai sempre più normale che una notizia  inattesa, ma ritenuta unanimemente significativa, faccia sobbalzare gli indici di borsa di parecchi punti percentuali in un pugno di minuti, come abbiamo visto lunedì all’ora di pranzo, creando esplosioni di volatilità che per gli operatori intraday con posizioni aperte possono essere fonte di notevoli profitti o perdite in modo del tutto casuale. Dipende ovviamente dalla direzione che il mercato improvvisamente intraprende. Pensate che cosa sarebbe successo se alla stessa ora lo stesso comunicato avesse raccontato una percentuale di efficacia dei test magari del 30% anziché del 90%. Avremmo avuto un tonfo di dimensioni paragonabili a quelle del decollo che invece è avvenuto. Poi, magari, nelle ore successive si sarebbe recuperato qualcosa con la riflessione a mente fredda che, se uno fallisce, magari altri potrebbero raggiungere il risultato favorevole.

In questo caso invece le ore successive erano chiamate a confermare con la ragione l’entusiasmo dell’emotività. La giornata di ieri perciò è stata dominata dai dettagli (mancanti) e dalle valutazioni degli esperti, virologi e farmacologi, chiamati a commentare l’affidabilità della ricerca di Pfizer e i tempi di atterraggio del vaccino sulla enorme massa di persone che dovrebbero assumerlo in tutto il mondo.

Non sono mancati gli avvisi alla cautela, per la presenza di non poche criticità da superare. La principale è forse la necessità di trasporto capillare del vaccino alle sedi di inoculazione senza interrompere una catena del freddo a -70 gradi. Frigoriferi portatili che raggiungano quelle temperature non sono affatto diffusi. Vi è inoltre ancora la presenza di altre questioni legate all’efficacia. Questa è certamente la misurazione determinante, ed il 90% che sembra aver ottenuto il test clinico è superiore alle attese. Però sarebbe utile conoscere l’efficacia sui soggetti più vulnerabili del campione (gli anziani, i soggetti con altre patologie croniche, gli immunodepressi).

Un altro aspetto non secondario sono gli effetti collaterali, su cui Pfizer non ha detto nulla, in particolare sui soggetti più resistenti al virus (giovani ed asintomatici). Questi soggetti, se si verificassero spesso effetti collaterali, sarebbero disincentivati a vaccinarsi, temendo che la prevenzione porti problemi peggiori della malattia stessa. La disponibilità della popolazione a vaccinarsi, del resto è una condizione necessaria per ottenere una vaccinazione di massa che consenta di raggiungere in fretta l’immunità di gregge e debellare il Coronavirus.

Pur tra tutte queste cautele, i mercati ieri hanno conservato i guadagni del giorno precedente.

Anzi, a dire il vero l’Europa, che già lunedì aveva beneficiato sui propri indici azionari delle notizie sul vaccino assai più che Wall Street, ieri ha continuato a salire, trascinata soprattutto dagli indici francese (+1,55%) e spagnolo (+3,38%), che hanno consentito a Eurostoxx50 di aggiungere +1,02% alla performance già molto eclatante di lunedì. Positive comunque di circa mezzo punto anche le borse tedesca ed italiana.

E’ proseguita la rotazione settoriale, con vendite sui “lockdown business” ed acquisti sui settori legati alla mobilità ed alla economia tradizionale, molto penalizzati nei mesi passati.

Anche le banche europee, settore ciclico per eccellenza, hanno continuato a salire a ritmi assai superiori alla norma, sebbene un po’ più bassi dello strappo euforico di lunedì.

La rotazione settoriale è proseguita anche a Wall Street. E’ salito ancora l’indice delle small cap Russell 2000 (+1,72%) ed il tradizionale Dow Jones (+0,9%), ma SP500 ha segnato il passo con una performance svogliata per tutta la seduta. E’ andato a chiudere il grosso gap rialzista che la notizia del vaccino aveva aperto lunedì ed ha poi recuperato qualcosa, ma senza evitare in chiusura di seduta un lievissimo calo (-0,14%), mentre la tecnologia del Nasdaq100 ha nuovamente ceduto terreno in modo più marcato (-1,74%).

Direi pertanto che la connotazione principale della giornata di ieri è stata il prevalere dell’inerzia accumulata dalla scossa emotiva del giorno precedente.

Per l’impostazione di medio lungo periodo i mercati hanno perciò confermato l’ottimismo mostrato già la scorsa settimana, quando hanno strozzato la correzione autunnale e cominciato un movimento rialzista che nei prossimi mesi dovrebbe portarli molto in alto.

Nel breve non possiamo però ignorare la presenza di elementi di disturbo ad una ulteriore accelerazione immediata. Eurostoxx50 è ormai arrivato all’ipercomprato sull’indicatore di eccesso per eccellenza RSI(14) e si trova oggi a contatto con la resistenza del massimo post-pandemia del 21 luglio scorso a quota 3.451. 

SP500 subisce il peso ora ribassista di tutti i big della tecnologia, che in estate lo hanno fatto volare ai massimi storici in piena pandemia, ma ora, in tempi di rotazione settoriale, costituiscono una zavorra.

Tecnicamente la figura grafica disegnata  ieri da SP500 ha confermato un modello di esaurimento di breve del rialzo (inverted hammer), e potrebbe richiedere ancora un ulteriore calo.

Non mi aspetto, comunque, discese molto significative, a meno che dalla Casa Bianca, dove Trump è asserragliato col coltello tra i denti come l’ultimo Samurai, non arrivino bordate giudiziarie in grado di complicare la successione di Biden più di quanto oggi i mercati si attendano. I mercati ormai hanno archiviato Trump e scontano che tutto vada per il verso giusto.

Autore: Pierluigi Gerbino Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online