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Generali, Donnet vince con distacco, tre posti Cda a Caltagirone

Philippe Donnet, Ceo di Generali a Trieste

di Gianluca Semeraro e Valentina Za

MILANO (Reuters) -Philippe Donnet si assicura un nuovo mandato triennale alla guida di Generali con ampio margine rispetto al candidato concorrente proposto da Francesco Gaetano Caltagirone.

La lista ribelle avrà comunque tre rappresentanti su 13 in consiglio, tra cui lo stesso Caltagirone, che saranno sicuramente una voce critica sulle proposte di Donnet nel suo nuovo mandato.

Tuttavia la vittoria conseguita oggi, con uno scarto di circa il 10% in termini di capitale totale, segna una netta vittoria per il manager dopo mesi di schermaglie, anche legali e regolamentari, tra fronti contrapposti di azionisti.

Da una parte il Cda uscente, che ha potuto contare sull'appoggio del primo azionista Mediobanca e di De Agostini, dall'altra Caltagirone, secondo azionista, con il sostegno di altri importanti soci privati italiani come Leonardo Del Vecchio e la famiglia Benetton.

"Sono onorato e orgoglioso di poter continuare a lavorare in un gruppo così straordinario", ha detto Donnet al termine dell'assemblea.

"La maggioranza si è espressa con chiarezza e senza nessuna ambiguità. La scelta è testimonianza di fiducia nel nostro team di management e nel nostro piano strategico", ha aggiunto. "Ora tutti insieme, Cda, management e agenti possiamo lavorare con determinazione nella stessa direzione che è perseguire l'interesse di tutti gli stakeholder per il successo di Generali".

A LISTA CDA VANTAGGIO 10%, PRESTITO TITOLI NON DETERMINANTE

Da settembre le parti in campo hanno rafforzato notevolmente la propria potenza di fuoco in vista dell'assemblea odierna. Mediobanca ha aumentato i diritti di voto al 17,2% con un prestito titoli. Caltagirone e Del Vecchio si sono portati entrambi poco sotto il 10%, mentre i Benetton hanno arrotondato al 4,75%.

Proprio l'operazione di prestito titoli è stata oggetto di critiche e ha sollevato dubbi nel fronte contrapposto. In un'intervista a Reuters Costamagna ha detto che Caltagirone si sarebbe opposto a una vittoria ottenuta grazie al 4% del prestito titoli di Mediobanca e alla quota dell'1,4% di De Agostini in fase di dismissione.

Ma in base ai dati comunicati in assemblea e alla percentuale del capitale presente (circa il 71%) la lista del Cda ha ottenuto il 39,5% dei consensi sul capitale totale, mentre quella di Caltagirone soltanto il 29,4%, scarto quindi ben più ampio dei sei punti percentuali finiti sotto la lente di Caltagirone.

L'analisi dei numeri mostra anche che la lista del Cda è riuscita ad attrarre un ulteriore 19-20% del capitale in assemblea rispetto ai voti già scontati (Mediobanca più De Agostini, pari al circa il 19%), grazie soprattutto all'apporto degli investitori istituzionali dopo il parere favorevole dei proxy adviser.

Al fronte Caltagirone, partendo dalle adesioni già note di Del Vecchio, Benetton e della Fondazione Crt (26% circa complessivo) si è aggiunto in assemblea soltanto un 3%.

STRENUA OPPOSIZIONE IN CDA, SCONTRO SI SPOSTA IN MEDIOBANCA

Nei prossimi giorni si riunirà il nuovo consiglio di Generali per l'attribuzione delle deleghe.

Da Caltagirone e dai suoi due rappresentanti è scontato attendersi una strenua opposizione a Donnet.

Tuttavia lo scontro che si è consumato sulla governance triestina è un tassello di una più ampia partita che si giocherà a breve su Mediobanca, dove Del Vecchio è arrivato negli ultimi due anni e mezzo a poco meno del 20% e Caltagirone ha raccolto il 3%.

Ed è ragionevole, secondo due fonti vicine alla situazione, che ora il focus degli azionisti "ribelli" si sposti su Piazzetta Cuccia.

Intanto il mercato apprezza l'esito dell'assemblea ma si interroga sulle future mosse dei soci ribelli in termini di riduzione delle proprie quote.

"Pensiamo che il voto aiuti a ridurre i rischi di incertezza e mancanza di chiarezza sul piano strategico. Resta una possibilità che gli oppositori di Donnet valutino la riduzione delle proprie quote", si legge in un report di JPMorgan che conferma il suo 'Overweight' sul titolo.

"Da un punto di vista operativo crediamo sia una notizia positiva per Generali perché il management guidato da Donnet ha condotto un'impressionante azione di turnaround del business negli ultimi 5-6 anni", dicono gli analisti di Morgan Stanley.

"Resta qualche incertezza sui piani dei grandi azionisti, tra cui il gruppo Caltagirone", aggiungono.

(Gianluca Semeraro, Valentina Za, editing Stefano Bernabei, Andrea Mandalà)

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