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Generali: le possibili implicazioni sulla governance dopo i recenti acquisti di Caltagirone in Mediobanca

·1 minuto per la lettura

Torna in primo piano il tema della governance di Generali dopo che Caltagirone (secondo azionista di Generali con una quota del 5,6%) è salito in Mediobanca (primo azionista di Generali con il 12,9%), con la possibilità di arrivare sopra al 5%. In particolare, secondo quanto riportato da Il Giornale, sia Del Vecchio che Caltagirone contesterebbero il principio per cui il Cda uscente di Generali (in scadenza ad aprile 2022) possa presentare la lista di maggioranza per il rinnovo del board, uno schema che non permetterebbe un'adeguata rappresentanza degli azionisti rilevanti della compagnia. Secondo La Repubblica, Caltagirone, insieme agli altri soci "privati" rilevanti di Generali (Del Vecchio, Benetton, Fondazione CRT) sarebbe pronto a chiedere all'amministratore delegato Donnet di non presentare il nuovo business plan 2022-24, la cui data di presentazione al mercato è già stata annunciata per il 15 dicembre. "Questa mossa, se si dovesse concretizzare - commentano gli analisti di Equita - sarebbe un chiaro segnale di sfiducia da parte dei grandi soci privati di Generali, che contesterebbero al Ceo una crescita dimensionale della compagnia (anche attraverso acquisizioni) troppo lenta".

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