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Generali, nessun piano di fusione con UniCredit, no interesse da francesi - Donnet

Philippe Donnet, Ceo di Generali, a Trieste

MILANO (Reuters) - Il Ceo del gruppo Generali Philippe Donnet ha smentito l'idea di una fusione con UniCredit e le ricorrenti voci sul possibile interesse di società francesi a prendere il controllo della prima compagnia assicurativa italiana.

"Non c'è nessuna ipotesi di aggregazione con UniCredit, nessun progetto, non fa parte della nostra strategia perché non ha senso", ha detto Donnet durante un'audizione parlamentare.

La nomina a Ceo di UniCredit di Andrea Orcel, considerato uno dei più esperti dealmaker d'Europa, ha alimentato le speculazioni su una possibile operazione straordinaria con Generali. Ma a dicembre Orcel ha smentito le voci secondo cui la banca potrebbe essere interessata alla compagnia assicurativa.

Donnet ha detto che si tratta di "business completamente diversi". "Le assicurazioni sono una cosa, le banche un'altra cosa, non c'entrano niente, non ci sono sinergie. Sarebbe un indebolimento per entrambi, non vedo nessuno beneficio e questo vale per qualsiasi banca", ha spiegato.

Donnet, 61 anni, ha ricoperto vari incarichi all'interno della rivale francese di Generali, Axa, tra il 1985 e il 2007.

Ciò ha dato adito a speculazioni sul fatto che il suo arrivo in Generali nove anni fa fosse legato a un possibile progetto di fusione con il colosso assicurativo francese o con un'altra società francese.

"Sono francese ma sono anche italiano. Sono arrivato in questo gruppo 9 anni fa perché il mio predecessore mi ha chiamato per Generali Italia. E per 9 anni nella stampa italiana ho letto questa cosa dei francesi. Non c'è interesse di una qualsiasi società francese, è un'invenzione, una fantasia dei giornalisti", ha detto Donnet.

"Se c'è stata una minaccia anche per l'indipendenza e l'italianità è stato cinque anni fa ed è nata in questo Paese", ha poi sottolineato. Nel 2017 Generali finì nel mirino di Intesa Sanpaolo ma non si concretizzò alcuna operazione.

"Generali è importante per questo Paese e per questo motivo non deve essere di proprietà solo di alcuni ma di tutti", ha poi proseguito Donnet riferendosi ai recenti scontri sulla governance della compagnia tra i principali azionisti.

In particolare sull'opportunità che il Cda uscente presentasse una propria lista per il rinnovo si è consumato uno scontro tra il primo azionista Mediobanca e un gruppo di soci italiani tra cui Francesco Gaetano Caltagirone, che ha presentato una propria lista poi uscita sconfitta in assemblea, e Leonardo Del Vecchio.

Due anni fa il consiglio, in cui erano presenti anche rappresentanti di Caltagirone e Del Vecchio, votò all'unanimità per la possibilità della presentazione di una lista del Cda uscente e di seguito l'assemblea approvò la proposta con il 99% di voti a favore, ha ricordato Donnet.

In merito al più recente scontro in Cda tra rappresentanti della lista di maggioranza e quelli di minoranza sui comitati endoconsiliari, il presidente Andrea Sironi si è detto ottimista "che si arrivi a una soluzione che veda soddisfatte" entrambe le parti.

(Tradotto da Alice Schillaci, editing Gianluca Semeraro)

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