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Generali, Sapelli: "Con dimissioni Caltagirone battaglia in Mediobanca"

(Adnkronos) - Con le dimissioni dal cda di Assicurazioni Generali del consigliere non indipendente, Francesco Gaetano Caltagirone, il rischio è che si apra una battaglia in Mediobanca. Lo rileva l'economista Giulio Sapelli. "Le motivazioni di questo gesto non sono state esplicitate quindi qualsiasi illazione è arbitraria - spiega Sapelli all'AdnKronos - devo dire però che si tratta di un fatto assai straordinario, perché un azionista che ha il 9%, che conduce una battaglia per la modifica della governance e della business idea, della strategia, adesso si dimette dopo non aver aggiunto il suo obiettivo…mi pare che la parte che esce più debole da questa decisione sia Mediobanca”.

“In altri momenti della sua storia - sottolinea Sapelli - Mediobanca ha operato affinché situazioni di questo genere non accadessero, mi pare quindi che l’interrogativo che dobbiamo porci non sia tanto su Generali ma sul ruolo che ormai riesce a svolgere Mediobanca, che è sempre stata uno degli architravi del capitalismo italiano. Questa è la prova che non lo è più, come sappiamo da molto tempo”.

Per Sapelli, “che avvenga una cosa simile è un fatto grave, vuol dire che non c’è più mediazione possibile. Diciamo che se a un capitalismo già debole e storicamente senza capitali si aggiunge un capitalismo senza interlocutori diventiamo ancora più poveri”. Nell’immediato futuro, secondo l’economista, “sicuramente si aprirà una battaglia in Mediobanca”, perché, osserva, “credo che ora, con i problemi che si sono resi manifesti in Generali, diventi impossibile non pensare che non si riversino anche in Mediobanca. La logica conseguenza dovrebbe essere questa”.

Le dimissioni di Caltagirone per Sapelli “sono un fatto molto molto grave, soprattutto per i rapporti con l’estero. Una notizia simile non fa che aumentare l’immagine a frattali del nostro capitalismo, pieno di faglie e divisioni dove la gente non si parla. E’ una cosa molto grave, tanto più in una situazione come questa, con la guerra e il post pandemia" da affrontare.

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