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Generali, Uilca dice no a massimizzazione profitto con taglio costi

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Il logo Generali a Milano

MILANO (Reuters) - Il sindacato Uilca accende il faro sull'assemblea Generali del 29 aprile per il rinnovo del board al centro di una disputa tra due gruppi di azionisti, e respinge logiche industriali che perseguono la massimizzazione del profitto ricorrendo al taglio dei costi e del personale.

I soci di Generali verranno chiamati, la prossima settimana, a scegliere tra la lista presentata dal board uscente della compagnia, che conferma il Ceo Philippe Donnet e che gode dell'appoggio del primo azionista Mediobanca, e quella del secondo azionista Francesco Gaetano Caltagirone che propone come AD l'ex manager del gruppo triestino, Luciano Cirinà.

"Quanto verrà deciso durante l'assemblea dei soci di Generali il prossimo 29 aprile assume grande rilevanza perché influirà sul modello di gestione di un'azienda di primaria importanza sotto il profilo economico e finanziario e potrà condizionare la tenuta della categoria degli assicurativi, soprattutto nell'attuale fase di avvio di rinnovo del contratto nazionale con Ania. Questo rischio va assolutamente scongiurato", dice in una nota Fulvio Furlan, segretario generale del sindacato, intervenuto oggi al consiglio Uilca del gruppo Generali.

"Sia chiaro fin da ora che, in merito a Generali, così come in termini complessivi, la Uilca esprime ferma contrarietà rispetto al prevalere di un modello industriale miope, che punta a massimizzare il profitto ricorrendo in primo luogo al taglio dei costi e del personale", ha aggiunto.

Caltagirone ha proposto un piano strategico, alternativo a quello presentato a dicembre da Donnet, che prevede una crescita a doppia cifra degli utili e 7 miliardi per acquisizioni. Il piano prevede inoltre un target di riduzione dei costi fino a 600 milioni l'anno e un cost/income al 55% nel 2024.

(Gianluca Semeraro, editing Francesca Piscioneri)

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