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Gentiloni: contro pandemia usare tutti strumenti disponibili

Loc-Voz
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Bruxelles, 3 nov. (askanews) - Il commissario europeo all'Economia Paolo Gentiloni, parlando stasera da Bruxelles durante la videoconferenza stampa al termine dell'Eurogruppo, ha sottolineato che gli strumenti per la resilienza e la ripresa disponibili per gli Stati membri e messi in campo dall'Ue vanno usati tutti, compresi i prestiti europei, e che le decisioni sul Recovery Plan "Next Generation EU" vanno attuate il più presto possibile; inoltre, ha ribadito che l'attuale orientamento di politica di bilancio a sostegno all'economia colpita dal Covid-19 non verrà modificato durante tutti il 2021, tanto più ora che è in corso la seconda ondata della pandemia, e ha anche fatto capire che per tornare alle normali regole del Patto di Stabilità per tutti non basterà che il Pil torni a crescere nell'insieme dell'Eurozona ai livelli pre-Covid, ma bisognerà attendere che questo accada in ogni singolo Stato membro. Dalla discussione con i ministri delle Finanza, Gentiloni ha detto di aver tratto due conclusioni: "In primo luogo, dobbiamo vedere un rapido accordo tra il Consiglio e il Parlamento sul 'Next Generation UE'. L'accelerazione dell'attuazione della 'Recovery and Resilience Facility' (il Fondo per la ripresa da 750 miliardi di euro, ndr) e il suo l'utilizzo completo, per quanto riguarda sia le sovvenzioni che i prestiti, ne massimizzerebbero il potenziale contributo a una posizione coordinata di politica economica". "In secondo luogo - ha continuato il commissario -, la Clausola generale di salvaguardia (che ha sospeso gli effetti del Patto di Stabilità sulle politiche bilancio nazionali, ndr) offre agli Stati membri il margine di manovra di bilancio di cui hanno bisogno in questo momento", e gli Stati membri, ha sottolineato Gentiloni, "devono utilizzarlo. La politica di bilancio dove rimanere una politica di sostegno ('supportive', ndr) nel 2021", e questo, ha precisato, "non solo nell'Eurozona nel suo insieme, ma in tutti gli Stati membri dell'euro". La puntualizzazione del commissario si riferisce alla possibilità che alcuni paesi, con la loro economia colpita meno duramente dalla crisi, ritrovino prima di altri il livello di attività e di crescita economica precedente alla pandemia. In questo caso, ha lasciato intendere Gentiloni, non bisognerà guardare alla situazione complessiva dell'Eurozona, a una sorta di media della ripresa economica, per considerare superata la crisi e riattivare quindi in pieno i parametri del Patto di Stabilità per i bilanci nazionali. Secondo il commissario bisognerà aspettare, invece, che ogni singolo Stato membro abbia recuperato la situazione "ex ante". Gentiloni lo ha detto in modo un po' più esplicito più tardi, rispondendo alla domanda di un giornalista sugli effetti della seconda ondata, e sul rischio di tornare troppo presto alle normali regole di bilancio: "Naturalmente - ha osservato - gli Stati membri devono reagire, e stanno reagendo con ulteriori strumenti, iniziative, finanziamenti. Noi abbiamo le nostre regole che lo permettono, avendo chiarito che la Clausola generale di salvaguardia resterà in applicazione almeno fino alla fine dell'anno prossimo. E avendo invitato tutti gli Stati membri ad avere un orientamento di politica di bilancio di sostegno e a reagire alla crisi". "Al livello Ue - ha insistito Gentiloni - dobbiamo attuare ciò che abbiamo deciso. Data la realtà della seconda ondata e i suoi rischi per la nostra economia, dobbiamo farlo il più presto possibile". Per questo, "bisogna raggiungere rapidamente un accordo fra Parlamento europeo e Consiglio Ue" nel negoziato in corso sul Recovery Fund e sul bilancio comunitario pluriennale 2021-2027, in modo da cominciare le ratifiche nazionali della decisione sull'aumento del tetto delle risorse proprie, che è una precondizione perché la Commissione possa emettere i titoli di debito sui mercati finanziari. "Penso che usare pienamente tutti i nostri strumenti sarà assolutamente cruciale, e che questa attuazione sia il nostro compito principale oggi", ha sottolineato il commissario. "Naturalmente - ha aggiunto - non abbiamo una scadenza per la ripresa. Sappiamo che il tempo che ci vorrà per tornare al livello di crescita del Pil della fine del 2019 non sarà breve. Avremo diversi Stati membri nel 2022 - ha avvertito Gentiloni - che non avranno ancora raggiunto il livello di fine 2019. Ma questo non significa che dobbiamo avere una scadenza prestabilita per le nostre regole di bilancio. Discuteremo di questo l'anno prossimo, speriamo - ha concluso - con una situazione meno incerta".