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Gentiloni: ecco come vedo la riforma del Patto di Stabilità Ue

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Image from askanews web site
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Bruxelles, 15 lug. (askanews) - La riforma del Patto di Stabilità dell'Ue dovrà affrontare soprattutto due questioni ineludibili: una contabilizzazione diversa della spesa per investimenti pubblici, soprattutto di quelli per la doppia transizione verde e digitale, che non dovranno essere sottoposti ai vincoli stretti previsti per i bilanci degli Stati membri; e una revisione profonda della cosiddetta regola del debito (che imporrebbe un ritmo annuale di riduzione del 5% del differenziale fra l'indebitamento attuale e il limite del 60% rispetto al Pil previsto dal Trattato di Maastricht), che sarebbe possibile solo con livelli di avanzi primari oggi improponibili. E' ciò che ha affermato in sostanza il commissario europeo all'economia, Paolo Gentiloni, nel suo intervento questa sera all'evento della Fondazione Merloni intitolato "Dal patto di Stabilità al Patto di Sostenibilità".

Gentiloni ha anche sottolineato che la revisione delle regole del Patto di Stabilità non potrà limitarsi semplicemente a delle modifiche interpretative della legislazione esistente, ma dovrà necessariamente portare a delle modifiche legislative, riguardanti in particolare il "Six-Pack" e il "Two-Pack", nonché il cosiddetto trattato del "Fiscal Compact", che hanno riformato il Patto in linea con le politiche di austerità applicate come risposta (sbagliata) alla crisi finanziaria.

Se riesce la grande operazione del Piano europeo di Recovery, "Next Generation EU", se "se ne vede il valore aggiunto", ovvero il fatto che "non basta un 'rimbalzo', ma serve una crescita più duratura, per uscire dal lungo periodo di bassa crescita, bassa inflazione, bassi tassi di interesse, se ci riusciamo a livello Ue, allora - ha osservato Gentiloni - sarà passata l'idea che avere una politica di bilancio europea costruita anche con emissioni di debito comuni, pur non essendo tecnicamente un 'safe asset' europeo, comporterà comunque per decenni la presenza di un debito della Commissione denominato in euro nei mercati finanziari. Sono tutti fattori che, se li associamo alla collaborazione con la politica monetaria della Bce, realizzeranno cose che nel decennio precedente sembravano irrealizzabili".

"Se questo funziona - ha continuato il commissario - io penso che il clima in cui si discuterà la revisione del Patto di Stabilità sarà molto più favorevole. Bisognerà vedere il contesto, in particolare l'esito delle elezioni tedesche. Riapriremo la discussione in ottobre, e metteremo sul tavolo alla fine dell'anno prossimo le proposte" di revisione del Patto. In quel periodo, "ci sarà la presidenza semestrale francese" del Consiglio Ue, " che sarà interrotta dalle elezioni presidenziali. Abbiamo un anno di tempo, un anno in cui continuerà a vigere la clausola generale di sospensione delle regole del Patto di Stabilità".

Gentiloni ha detto non sapere se sarà possibile completare la riforma del Patto durante il periodo di vigenza della clausola di sospensione, come molti chiedono; ma, ha aggiunto, "potremmo comunque avere delle norme transitorie".

"Il punto - ha sottolineato il commissario - e che le modifiche non possono che essere anche di carattere legislativo. Si sono fatte diverse interpretazioni" delle regole del Patto "nel corso degli anni, e l'ultima è stata quella del 2015 sulla flessibilità, richiesta a gran voce dal governo italiano presieduto all'epoca da Matteo Renzi. Ma - ha avvertito - non si riuscirà nella situazione attuale ad attuare i volumi di investimento" necessari alla doppia transizione verde e digitale "e la realizzabilità delle regole comuni" del Patto "senza modifiche anche legislative".

Il commissario ha poi lanciato un altro avvertimento, evocando implicitamente la teoria della "distruzione creativa" dell'economista austriaco Peter Schumpeter. "E' sicuro - ha osservato - che senza un volume investimenti pubblici enorme la trasformazione delle nostre economie ci sarà comunque. E potrà essere distruttiva sia sul lato digitale che su quello ambientale. Oppure potremo avere una trasformazione gestita, che riusciremo ad orientare e di cui potremmo cogliere tutti gli enormi aspetti positivi, anche in termini di creazione di posti di lavoro, di transizione verde e di qualità della vita. Sono enormi vantaggi, possibili a condizione che non si pensi che la trasformazione distruttiva da sola crei delle condizioni favorevoli".

"Quindi - ha proseguito Gentiloni - servono investimenti, e certamente servono quelli privati; c'è una grande voglia di investire sugli obiettivi verdi, abbiamo visto con i nostri 'green bond' che c'è un'enorme aspettativa nei mercati finanziari. Ma se non c'è anche un livello dignitoso di investimenti pubblici non si va da nessuna parte. E come si raggiunge questo livello dignitoso? Io penso che l'obiettivo più realistico sia quello di arrivare a delle modifiche che consentano una contabilità diversa per alcuni investimenti, soprattutto quelli legati a queste grandi transizioni".

E' importante, ha spiegato il commissario, che questi investimenti pubblici "non gravino sui deficit" degli Stati membri e che "possano essere conteggiati in modo diverso", perché "non potranno essere finanziati dal bilancio comune europeo, che in questo momento non è ancora all'altezza di questo compito; anche se io mi auguro - ha concluso Gentiloni - che possa esserlo in futuro".

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