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Germania nazionalizza Uniper, spesa salvataggio sale a 29 miliardi

Il logo di Uniper nella sede di Duesseldorf, in Germania, 8 luglio 2022.

BERLINO/HELSINKI (Reuters) - La Germania nazionalizza Uniper, facendo salire il conto per il salvataggio dell'importatore di gas a 29 miliardi di euro, in un'escalation della crisi energetica che dimostra quanto la prima economia europea si sia affidata alla Russia.

L'accordo porta ad almeno 40 miliardi di euro l'ammontare stanziato per i tre maggiori importatori tedeschi di gas russo, tra cui la divisione Vng di EnBW e l'ex divisione di Gazprom, Sefe.

La nazionalizzazione del più grande importatore tedesco di gas russo è la seconda mossa in una settimana da parte del governo per prendere il controllo di un'azienda energetica ed è parte di una più ampia risposta europea alla crisi attesa per l'inverno. La Francia, per esempio, sta nazionalizzando EDF.

La scorsa settimana, inoltre, la Germania ha assunto il controllo di una raffineria di petrolio di proprietà russa che fornisce il 90% del carburante della capitale, ponendo un'unità di Rosneft sotto l'amministrazione fiduciaria dell'autorità di regolamentazione del settore e rilevando l'impianto di Schwedt.

Uniper, le cui azioni sono scese del 39% a 2,55 euro, ha bruciato la propria liquidità acquistando forniture alternative dopo che Mosca ha tagliato i flussi di gas verso la Germania, innescando un primo pacchetto di salvataggio statale da 15 miliardi di euro a luglio.

Ma, come nel caso di altre società energetiche europee che non sono riuscite a far fronte all'impennata dei prezzi del gas, è apparso presto chiaro che il salvataggio non era sufficiente a coprire le crescenti perdite di Uniper e la Germania ora inietterà ancora più denaro, in parte utilizzato per acquistare la partecipazione del 56% della società finlandese Fortum per 500 milioni di euro, o 1,70 euro per azione.

Alle 17,00 le azioni Fortum salgono dell'8,7%, a 13,16 euro per azione.

Dopo aver completato l'aumento di capitale e l'acquisto delle azioni Fortum, che esclude i diritti di sottoscrizione dell'azienda finlandese, la Germania deterrà il 99% di Uniper, ha dichiarato il ministero dell'Economia.

"Lo Stato farà tutto il possibile per mantenere sempre stabili le società sul mercato", ha dichiarato ai giornalisti il ministro dell'Economia tedesco Robert Habeck.

Berlino ha dichiarato che rivedrà la domanda presentata all'inizio del mese da Vng, che ha chiesto al governo un aiuto per andare avanti.

Habeck ha inoltre dichiarato che, come previsto, Berlino imporrà una tassa sul gas ai consumatori a partire dall'inizio di ottobre, per aiutare gli importatori a sostenere i costi aggiuntivi della sostituzione del gas russo.

Fortum ha dichiarato che, nell'ambito dell'accordo, sarà rimborsato un prestito di 4 miliardi di euro alla società madre e sarà svincolata da una garanzia di 4 miliardi di euro che aveva concesso a Uniper all'inizio di quest'anno.

"Stiamo investendo in Uniper con 8 miliardi di capitale e stiamo di fatto acquistando Fortum", ha dichiarato Habeck, mentre il governo di Helsinki, che detiene una partecipazione del 50,76% nell'azienda finlandese, ha dichiarato di dover accettare l'accordo.

Nel marzo 2020 Fortum aveva dichiarato di aver effettuato investimenti per 6,5 miliardi di euro per acquisire una partecipazione del 69,6% in Uniper. In seguito ha aumentato la sua partecipazione all'80%, quota che ha mantenuto fino alla diluizione di luglio.

In base all'accordo di oggi, Fortum non si accollerà le perdite di Uniper per il terzo trimestre, come invece avrebbe fatto in base all'accordo di luglio. Questo libererà 5 miliardi di euro per Fortum, ha dichiarato Rauramo.

(Tradotto da Luca Fratangelo, Rodolfo Fabbri editing Stefano Bernabei, Francesca Piscioneri)