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Germania al voto nell’incertezza, finisce l’era di Angela Merkel

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Image from askanews web site
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Roma, 26 set. (askanews) - I circa 60,4 milioni di elettori tedeschi si recano oggi alle urne per eleggere i nuovi rappresentanti al Bundestag, la camera bassa del Parlamento federale e scegliere chi prenderà il posto della "Cancelliera" dopo 16 anni.

Secondo i sondaggi, però, il risultato è difficile da prevedere, perché i due principali partiti, i Socialdemocratici (Spd) e i Cristianodemocratici (Cdu) sono testa a testa negli ultimi sondaggi.

La battuta che gira in Germania fotografa bene la situazione: il paese è pronto per un cancelliere maschio. La fine dell'era di Angela Merkel, dal 2005 saldamente al comando della Germania, lascia il paese, nonché l'Europa, a domandarsi chi prenderà il testimone della Cancelleria, quasi che fosse ormai difficile distinguere il ruolo dalla persona che per 16 anni lo ha ricoperto. L'incertezza dopo la stabilità.

La forma di governo tedesca, incentrata sul Bundestag, la camera bassa, e il sistema elettorale fortemente proporzionale rendono impossibile ad oggi sapere da chi sarà formata la coalizione di Governo e di conseguenza chi sarà incoronato cancelliere. A questo si aggiungono altri motivi di incertezza. Secondo l'ultimo sondaggio condotto da Faz-Ifd le preferenze sono così distribuite: il 26% a Spd, 25% a Cdu-Csu, 16% ai Verdi, 10,5% Liberaldemocratici, che puntano a diventare il vero ago della bilancia, 10% ad AfD (Alternative fuer Deutschland) e il 5% alla sinistra Linke.

Tra i candidati non si è ancora profilato un netto favorito. Sono tre, questa volta, e non due come avvenuto molto spesso in passato, i candidati: il social-democratico Olaf Scholz, ministro delle Finanze e numero due del Governo in carica, il cristiano-democratico Armin Laschet, erede della Merkel nella Cdu, e la verde Annalena Baerbock, primo esponente del partito a concorrere per la carica di capo del Governo. Nessuno ha spiccato il volo durante la campagna elettorale.

Il quadro partitico è divenuto volatile nel corso del tempo. In passato c'era una certa prevedibilità: i Socialdemocratici con i Verdi, i cristiano-democratici capaci di andare al governo da soli, la Sinistra o, ultimamente, l'estrema destra dell'Alternative fuer Deutschland che si presentavano essenzialmente come voto di protesta. Le cose sono cambiate, la "grosse Koalition" Spd-Cdu ha modificato lo scenario, e le differenze di raccolte da ogni partito si sono assottigliate. "Se si guarda all'andamento dei sondaggi dalla primavera ad oggi, sembra un ottovolante", ha commentato alla Deutsche Welle il politologo Thomas Gschwend. "Ciascuno dei tre partiti è stato primo ad un certo punto, si tratta di qualcosa di inusuale".

Secondo Katja Hoyer, storica, il problema principale è che "nessun partito offre soluzioni nuove a vecchi problemi. Il mandato della Merkel ha lasciato intatte molte questioni-chiave, come la qualità della vita, l'accesso alla sanità o la mobilità sociale. Ha anche introdotto ulteriori tensioni con la crisi dei rifugiati nel 2015. Eppure nessuno dei partiti sembra offrire idee realizzabili o nuove".

Di certo - lo ha rilevato un recente sondatto della Frankfurter Allgemeine Zeitung - quattro persone su dieci ancora non hanno deciso chi votare alle elezioni per il rinnovo del Bundestag di domenica prossima.

I sondaggi danno Baerbock - partita prima all'annuncio della sua candidatura, poi incappata in qualche incidente di percorso - in calo; Laschet - a sua volta inciampato in una gaffe nel frangente delle inondazioni che hanno colpito la Germania questa estate - a sua volta in affanno, e Scholz, nonostante qualche critica delle ultime settimane per una vicenda di anti-riciclaggio mal gestita dal suo ministero, in ripresa. E' il candidato social-democratico che ha forse colto meglio il desiderio di affidabilità e stabilità diffuso tra i tedeschi che Merkel ha saputo interpretare al meglio: come recita uno dei suoi fortunati cartelli elettorali, "Er kann Kanzlerin", può diventare Cancelliera.

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