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La gestione attiva è la scelta vincente

Pierpaolo Molinengo
 

Hans-Jörg Naumer, Director Global Capital Markets & Thematic Research di Allianz Global Investors , ritiene che il 2020 sia l’anno delle “decisioni” . In primo luogo sui futuri sviluppi economici: si verificherà una stabilizzazione, un’accelerazione o un rallentamento (recessione)? In secondo luogo sul fronte monetario: dobbiamo attenderci tassi ancora più bassi e liquidità ancor più a buon mercato? E infine in ambito geopolitico: Trump verrà rieletto? Ci sarà un nuovo presidente? Come evolverà il conflitto commerciale globale? Assisteremo a una Brexit ordinata?

Per quanto riguarda l’economia, Hans-Jörg Naumer mantiene un cauto ottimismo in vista del nuovo anno. A una crescita probabilmente inferiore al potenziale e al rallentamento negli USA, si aggiunge il rischio di ripercussioni negative più gravi del conflitto sino-americano sull’economia.

La politica monetaria espansiva dovrebbe rivelarsi complessivamente favorevole per i mercati azionari - spiega Hans-Jörg Naumer -. Quantomeno negli USA, dove la Federal Reserve Bank (Fed) ha preso posizione e monitora attentamente l’andamento dell’economia. La situazione è diversa nell’Unione Europea. Un ulteriore intervento sui tassi rappresenterebbe solo una sorpresa negativa e di recente la Banca Centrale Europea (BCE) ha enfatizzato – o meglio: riconosciuto per la prima volta – gli effetti collaterali indesiderati delle sue politiche, ribadendo la necessità di interventi sul fronte fiscale.  In ogni caso, la liquidità disponibile è abbondante, a differenza della propensione a consumare o investire di più, che risulta scarsa. Tornano alla mente le parole dell’ex ministro delle finanze tedesco Karl Schiller: “Puoi portare un cavallo all'acqua, ma non puoi costringerlo a bere”.

Dovremo fare ancora i conti con tassi negativi - spiega Hans-Jörg Naumer -. Il contesto geopolitico alimenta l’incertezza. Un aumento della volatilità appare inevitabile: la gestione attiva risulta quindi la scelta vincente. A fronte di rendimenti del mercato (β) che con ogni probabilità saranno modesti, e di tassi negativi che continuano a erodere il patrimonio degli investitori – 12,4 miliardi di dollari di obbligazioni presentano rendimenti inferiori allo zero, senza citare l’inflazione – occorrerà fare affidamento sull’alpha (α). Sia a livello di selezione dei singoli titoli, sia di rotazione tra le varie asset class. Al contempo, sembra che i mercati stiano nuovamente adottando un atteggiamento “risk on/risk off, che prevede l’alternarsi delle fasi di propensione e avversione al rischio, con una minore correlazione tra le asset class, come spesso avveniva in passato, e un approccio “swap and change” sempre più diffuso. In questo contesto le soluzioni multi asset potrebbero rappresentare la strategia ideale. E perché non considerare anche un tema di carattere strutturale, come l’intelligenza artificiale? Inoltre la stagione di distribuzione dei dividendi è sempre più vicina. Ancora una volta le distribuzioni degli utili societari dovrebbero fungere da “airbag”.

Allocazione tattica, azioni e obbligazioni

  • Nel 2020 Hans-Jörg Naumer si aspetta una crescita economica ancora debole a livello mondiale e inferiore al potenziale. In un contesto caratterizzato da costanti tensioni sul fronte geopolitico e dai crescenti squilibri tipici delle fasi di fine ciclo, prevalgono ancora i rischi di ribasso, pur in presenza di qualche germoglio di speranza.

Le azioni sono tuttora sostenute dalla politica monetaria, che tuttavia nel medio periodo dovrebbe raggiungere i propri limiti. Da gennaio i fondi obbligazionari e del mercato monetario hanno registrato afflussi netti di capitali per quasi un miliardo di dollari, ma da cinque settimane circa è in atto una rotazione. I fondi azionari globali invece, che da inizio anno registravano deflussi netti di capitali per oltre 220 miliardi di dollari, hanno di recente evidenziato flussi in entrata superiori a 30 miliardi di dollari. Gli investitori che sono rimasti per troppo tempo spettatori, potrebbero sentirsi sempre più costretti a entrare in gioco. Tuttavia, perché questa tendenza prosegua, sono necessari segnali evidenti di stabilizzazione dell’economia. I mercati azionari hanno superato indenni l’autunno, solitamente critico, e possono prepararsi al rally di fine anno. In tale contesto sembra consigliabile una temporanea sovraesposizione alle azioni, senza escludere adeguamenti tattici.

Azioni Europa  +

  • A metà dicembre la saga della Brexit si arricchirà probabilmente di un nuovo capitolo poiché nel Regno Unito si terranno le elezioni. Un’uscita ordinata avrebbe quantomeno il vantaggio di una maggiore pianificazione.
  • I dati congiunturali mandano sporadici segnali di stabilizzazione.
  • In base ai dati di EPFR, dopo più di 80 settimane di flussi in uscita i fondi azionari europei hanno registrato i primi flussi in entrata. Da questo punto di vista i fondi azionari europei rappresentano il principale sottopeso (“short”) degli investitori internazionali.

In base al P/E di Shiller depurato delle oscillazioni cicliche, le valutazioni appaiono moderate/eque rispetto alla media mondiale, seppur con delle differenze a livello di Paesi. Il dividend yield è tuttora interessante e si attesta tra i più elevati a livello globale.

Azioni USA  =

  • Gli effetti degli stimoli fiscali stanno svanendo. Alla luce di utili societari e dati congiunturali, la situazione nel segmento non appare più così favorevole rispetto alle altre aree geografiche.
  • I consumi reali, fondamentali per l’economia USA, evidenziano una decelerazione. La piena occupazione in un contesto di crescenti pressioni salariali tuttavia funge ancora da elemento stabilizzatore.
  • In base al P/E di Shiller le azioni USA appaiono molto onerose, una situazione che potrebbe pesare sulle prospettive di rendimento a medio termine.

Azioni Giappone  =

  • Negli ultimi tre trimestri il PIL giapponese ha registrato un aumento. Tuttavia la dinamica annuale evidenzia una decelerazione allo 0,8%. L’aumento dell’IVA in ottobre dovrebbe avere effetti tangibili nei mesi a venire.
  • Nonostante la piena occupazione, l’aumento dei prezzi al consumo si conferma modesto. Con l’inflazione core prossima allo zero, la Bank of Japan (BoJ) porterà avanti la politica monetaria espansiva.

Azioni mercati emergenti  +

  • Il PIL cinese rallenta su base tendenziale, un’evoluzione naturale in una fase matura del ciclo. Nel periodo 2019/2020 il principale rischio è rappresentato da un’escalation del conflitto commerciale. Il governo e la People’s Bank of China (PBoC) hanno varato misure espansive.

I mercati emergenti dovranno affrontare numerose sfide: dall’incertezza legata agli scambi globali al rallentamento del ciclo delle materie prime. Le valutazioni appaiono interessanti sia rispetto alle altre aree geografiche sia alle medie storiche.

Tema di investimento: #FinanceForFuture – Active is: Investire per un mondo migliore

  • Disruption: il termine più adatto a descrivere al meglio il presente e il futuro.
  • Disruption: la forza della distruzione (non sempre solo creatrice) del vecchio e della creazione del nuovo.
  • Disruption economica (digitalizzazione), disruption della piramide delle età (demografia), disruption ambientale e climatica, disruption della società (populismo). Tutti questi cambiamenti hanno un fattore in comune per spianare la strada verso un mondo migliore: il capitale.
  • Secondo le stime della Banca Europea per gli Investimenti (BEI) nell’Unione Europea saranno necessari tra i 175 e i 270 miliardi di euro all’anno per raggiungere tre obiettivi climatici ed energetici entro il 2030, tra cui la riduzione del 40% delle emissioni di CO2 dai livelli del 1990. Pertanto occorre reperire velocemente il capitale per gli investimenti. I fondi che integrano i criteri ESG (ambientali, sociali e di governance) permettono di investire per arginare il cambiamento climatico e non solo.

Obbligazioni in Euro  =

  • Malgrado il sostegno offerto dalla ripresa del programma di acquisti (netti) di obbligazioni della BCE, date le valutazioni poco interessanti, i titoli governativi dei Paesi europei periferici restano vulnerabili a un nuovo aumento dei rischi politici.

La politica monetaria espansiva della BCE dovrebbe confermarsi favorevole per il segmento. Quanto all’inflazione, non dovrebbe costituire una minaccia. Nonostante le valutazioni onerose, per il momento i Bund tedeschi dovrebbero continuare ad offrire rendimenti bassi (negativi) a fronte di maggiori rischi economici, inflazione e attese inflazionistiche contenute, nonché della linea ancora espansiva della BCE.

Obbligazioni internazionali  –

  • Nonostante eventuali correzioni temporanee, i rendimenti dei titoli di Stato USA a lunga scadenza dovrebbero mantenersi ancora su livelli contenuti, in un contesto caratterizzato dalla politica accomodante della Federal Reserve e dall’aumento dei rischi di ribasso per l’economia.
  • Dato il contesto, nei prossimi mesi i rendimenti governativi dell’Area Euro (Paesi core) e del Giappone dovrebbero mantenersi agli attuali bassi livelli.

O Autore: Pierpaolo Molinengo Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online