Gettoni d’oro nei quiz, quanto valgono realmente?

Ogni vincita tv subisce decurtazioni e tasse: ma trionfare è sempre una bella cosa

Sono migliaia i nostri connazionali che nel corso degli anni, con bravura, capacità e qualche “aiutino” anche da casa, sono riusciti a uscire vincenti dai quiz che la tv generalista offre a tutte le stagioni e soprattutto nella fascia preserale. E fra le poche certezze che ci restano, vi è quella che i fortunati partecipanti avranno diritto alla loro bella somma rigorosamente in “gettoni d’oro”.

Un vero e proprio cult, che ormai ci accompagna da generazioni, quando il presentatore elenca i premi in palio. Quindi, giochi e quiz tv offrono sì una vincita che ha un valore nominale che si esprime in euro, ma la stessa viene corrisposta, diversi mesi dopo, in gettoni d’oro. E lì comincia una nuova sfida, ovvero convertire la vincita che difficilmente, per valore, sarà uguale a quella di partenza. Ma perché proprio i gettoni d’oro e non dei comunissimi euro, belli pur nella diversità di taglio e di cromatica? Lo impone la legge italiana, altrimenti non saremmo più in presenza di quiz e concorsi a premi, ma di “gioco d’azzardo”, una pratica possibile solo in contesti regolamentati ma certo non in televisione. 

Bene, ma quanto valgono i gettoni d’oro? Citiamo un caso di genere per eccellenza, e che rimanda al quiz show di maggior successo della tv italiana, ovvero l’Eredità di Carlo Conti. Come recita il regolamento 2012/2013 della trasmissione, in relazione alle prove che coinvolgono lo spettatore da casa, “relativamente al valore di mercato di tali gettoni il medesimo varia a seconda del valore di mercato dell’oro e a seconda dei costi variabili da sostenersi per l’acquisto e la coniazione che diminuiscono il valore effettivo del premio, oltre all’onere fiscale per le ritenute di legge”.

Il valore del premio, come viene specificato, diminuisce quindi “per l’incidenza dei costi e l’imposizione fiscale. I premi conseguiti dai vincitori sono comunque al lordo delle ritenute fiscali e dei costi di coniazione ed acquisto gettoni”. Insomma, anche dopo una vincita le imposizioni fiscali non mancano mai e ammontano sicuramente a 21% di Iva, più eventuali trattenute per tasse o spese in relazione anche ai regolamenti delle singole emittenti.

Ricordiamo anche che in genere i gettoni d’oro pesano ciascuno dagli 8 ai 10 grammi e sono in oro 18 kt (ovvero titolo 750/1000): controllate l’autenticità del premio attraverso il certificato in cui viene riportato, appunto, il tipo di oro utilizzato per coniare i preziosi gettoni. La vincità c’è, e va convertito. Come è possibile farlo? Portando la vincita nelle agenzie e nei negozi specializzati nella valutazione e nel ritiro di oro e argento; che per effettuare il cambio possono applicare a loro volta una commissione. Ovviamente dopo aver verificato l’autenticità dei gettoni, e valutandoli in base all’oro puro contenuto, in relazione alla quotazione di cui gode in quel momento il prezioso metallo. Se in quel momento l'oro 750 vi viene cambiato a 28 euro al grammo, una moneta da 10 grammi varrà 280 euro.

Si può anche accettare che a compiere la conversione sia il banco metalli convenzionato dall’emittente televisiva, facendosi accreditare la cifra sul conto corrente, con un’ulteriore svalutazione del 5%. Ma alla fortuna non si rinuncia, fosse anche in gettoni d’oro, perché come affermavano i romani “aurum est potestas”, l’oro è potere.

Facciamo un esempio pratico, reso noto dalle cronache. Il vincitore del Grande Fratello 10, Mauro Marin, che contava di investire la vincita da 250mila euro nel salumificio di famiglia, ha raccontato che tolto il 20% di Irpef, l'allora 20% di Iva (oggi al 21%) e persi 10mila euro per il cambio dell'oro, ha messo in banca 150mila euro. A sette mesi dalla vittoria.