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Ghosn: non avevo alternative alla fuga, accuse ingiuste

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Roma, 22 gen. (askanews) - "Rischiavo di restare in Giappone a vita ostaggio di un sistema giudiziario che ha il 99,4% di condanne. Al posto mio chi non sarebbe scappato?". Lo afferma l'ex numero uno di Nissan-Renault, Carlos Ghosn, intervistato da Repubblica in Libano dove si trova dopo la fuga da Tokyo lo scorso 29 dicembre. "I procuratori giapponesi, parte della dirigenza della Nissan e del governo hanno complottato contro di me. Mi hanno fatto un'imboscata, mi hanno colto di sorpresa. Con la fuga li ho colti di sorpresa io: non ho attaccato, ho contrattaccato", ha detto Ghosn.

"Quando il mio mandato è stato rinnovato, all'inizio del 2018 - ha riferito - alcuni colleghi giapponesi hanno avuto paura che tramite me lo Stato francese volesse prendere il controllo di Nissan. Hanno pensato che volessi una fusione, mentre io lavoravo per rendere l'alleanza irreversibile, ma senza fusione".

L'ex amministratore delegato del gruppo automobilisco ha inoltre ammesso di avere "molti rimpianti tra gli altri quello di non aver accettato l'offerta di Obama di guidare la General Motors. Ora - ha sottolineato - penso solo a rifarmi una reputazione".