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Giansanti: serve piano di per il controllo dell'agroalimentare

Fgl

Roma, 14 gen. (askanews) - Uno specifico piano di azione concordato tra le Istituzioni politiche, Forze dell'Ordine, imprese, parti sociali e Autorità preposte, teso non solo al recupero del controllo dell'indotto agroalimentare, ma anche dell'intero territorio. E' quanto ha chiesto il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti nel suo intervento al convegno "Salute e Agroalimentare: dalla Sicurezza più qualità", organizzato dal Comando Generale dell'Arma dei Carabinieri.

Secondo il presidente di Confagricoltura non si è ancora consolidata "un'adeguata tutela internazionale della nostra produzione agricola, soprattutto di quella che si fregia di riconoscimenti di marchi o di titoli valoriali, che ne attestano la genuinità, la qualità, le capacità nutrizionali".

Questo non può far dimenticare gli interventi compiuti dall'ICQRF a tutela dei prodotti italiani fuori dai confini nazionali e sul web. Le iniziative di controllo nel 2018 sono state 561 nel settore del vino. Gli interventi a tutela delle produzioni agricole fuori dai confini nazionali e sul web sono stati, negli ultimi quattro anni, pari a 2763.

"Questa azione di contrasto - ha rimarcato Giansanti - pur avendo dato risultati positivi e lusinghieri, e a cui va il nostro sincero riconoscimento, va potenziata per combattere i danni incalcolabili che procura la contraffazione dei prodotti agroalimentari italiani, compresa l'imitazione servile delle nostre produzioni, che va sotto il nome di italian sounding".

Per questo, a parere di Confagricoltura, "occorre rivedere la normativa penale, oramai superata e comunque non adeguata a fronteggiare organizzazioni criminali che oggi si avvalgono di mezzi e strutture tecnologiche, particolarmente sofisticate e che agiscono su base transnazionale; ponendo al centro della tutela repressiva, nuovi valori come quelli identitari del patrimonio agroalimentare, che racchiude in sé, non solo le tradizioni, ma che rappresenta anche la sintesi dei saperi e delle capacità creative ed innovative del mondo produttivo".

"Ma è l'intero 'sistema Paese' - ha concluso il presidente Giansanti - che deve dare risposte e trovare soluzioni per soddisfare le istanze di innovazione di un'imprenditoria agricola impegnata sul fronte dell'ammodernamento delle proprie strutture e di una crescita competitiva delle proprie produzioni."