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Gimbe: "Governo e Regioni facciano scelte impopolari per Natale"

Luciana Matarese
·Giornalista
·2 minuto per la lettura
FLORENCE, ITALY - NOVEMBER 24: Via Tornabuoni, the most famous Florentine shopping street with the shops partially closed for the red zone, turns on the lights for the Christmas holidays on November 24, 2020 in Florence, Italy. While the whole country is in lockdown of varying degrees between regions, the contagions seems to be dropping. (Photo by Paolo Lo Debole/Getty Images) (Photo: Paolo Lo Debole via Getty Images)
FLORENCE, ITALY - NOVEMBER 24: Via Tornabuoni, the most famous Florentine shopping street with the shops partially closed for the red zone, turns on the lights for the Christmas holidays on November 24, 2020 in Florence, Italy. While the whole country is in lockdown of varying degrees between regions, the contagions seems to be dropping. (Photo by Paolo Lo Debole/Getty Images) (Photo: Paolo Lo Debole via Getty Images)

L’epidemia rallenta, ma con gli ospedali sotto pressione e più di 4800 morti siamo in piena seconda ondata. E col Natale alle porte e la voglia di festeggiare e allentare le restrizioni, è fondamentale mantenere alte attenzione e responsabilità.

Governo e Regioni abbiano il coraggio di scelte impopolari. Riaperture imprudenti per le festività rischiano di invertire nuovamente la curva del contagio vanificando i sacrifici già fatti”. L’allerta arriva dal presidente Nino Cartabellotta, che richiama quanto evidenziato dall’European Centre for Disease Prevention and Control, il “Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie” mettendo in guardia sui rischi di revocare le misure restrittive. Allentarle o eliminarle il 7 o il 21 dicembre porterebbe ad una risalita dei ricoveri, rispettivamente in prossimità del Natale o nella prima settimana di gennaio 2021, spiega Cartabellotta, commentando i risultati del monitoraggio settimanale della Fondazione “Gimbe”.

Dal 18 al 24 novembre, rispetto ai sette giorni precedenti, si è registrata una riduzione dei nuovi casi (216.950 da 242.609), a fronte di una riduzione dei casi testati (778.765 da 854.626) e una lievissima diminuzione del rapporto positivi/casi testati (27,9% da 28,4%). Aumentano invece dell8,8% i casi attualmente positivi (798.386, erano 733.810) mentre, sul fronte degli ospedali, rallenta lincremento dei ricoveri con sintomi (34.577 da 33.074) e in terapia intensiva (3.816 da 3.612) e sale ancora il numero dei morti (4.842 da 4.134).

Per la prima volta nella seconda ondata si evidenzia la riduzione sia in termini assoluti dei nuovi casi, sia del rapporto positivi/casi testati dal 28,4% al 27,9%”, fa notare Cartabellotta. Tuttavia se nellultima settimana si rileva un’ulteriore diminuzione dellincremento percentuale dei nuovi casi (17,5% da 24,4%) ch...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.