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Giornalismo in lutto: è morto Giampaolo Pansa

Giampaolo Pansa (LaPresse)

E’ morto a 84 anni il giornalista e scrittore Giampaolo Pansa. Opinionista brillante, con il gusto della provocazione e la tendenza ad andare contro corrente, Pansa ha rappresentato una delle figure più autorevoli del giornalismo italiano.

E’ morto a Roma assistito dalla sua compagna, la scrittrice Adele Grisendi. Nel 2016 aveva perso il figlio Alessandro, ex ad di Finmeccanica morto di malattia a 55 anni.

La Repubblica” attraverso Twitter ricorda il grande scrittore e giornalista sottolineando che fu vicedirettore del quotidiano fondato da Eugenio Scalfari e condirettore de “L'Espresso”.

Nato a Casale Monferrato (Alessandria) il 1° ottobre 1935, esordì nel mondo del giornalismo a La Stampa, nel 1961 dove rimase fino al 1972, tranne una breve parentesi al Giorno. Dal 1977 al 2008 la lunga collaborazione con Repubblica e L’Espresso. Era tornato a scrivere per il 'Corriere della Sera', di cui e' stato inviato speciale dal 1973 al 1977, lo scorso settembre.

Pansa ha lavorato anche per i settimanali 'Epoca', 'L'Espresso' e 'Panorama'. Per il giornale fondato da Mondadori ha creato la rubrica 'Bestiario', proseguita successivamente nella pubblicazione del gruppo De Benedetti. Il 30 settembre 2008, lascia 'L'Espresso' in contrasto con la linea editoriale e la sua firma si ritrova prima su 'Il Riformista', poi su 'Libero' e 'La Verita''.

Pansa ha pubblicato numerosi saggi e romanzi di grande successo fra cui il discusso “Sangue dei vinti” (2003), nel quale mette a punto le sue idee poi accusate di revisionismo sulla Resistenza, “I vinti non dimenticano” (2010), “La guerra sporca dei partigiani e dei fascisti” (2012) e “Sangue, sesso e soldi. Una controstoria d’Italia dal 1946 a oggi”. Fra gli ultimi titoli, un autoritratto intitolato “Quel fascista di Pansa” e un pamphlet su Salvini "ritratto irriverente di un seduttore autoritario".

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