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"Giovane promessa, venerato maestro, solito str***o". Il 'caso' Maurizio Sarri

Francesco Manno
·2 minuto per la lettura

"Giovane promessa, venerato maestro, solito str***o". Tale citazione, presa in prestito dallo scrittore Alberto Arbasino può adattarsi a Maurizio Sarri. Il coach di Figline Valdarno, nel suo periodo all'Empoli, aveva incantato tutti tanto da essere considerato una giovane promessa. A Napoli la consacrazione definitiva. Il "Sarrismo" era diventato una sorta di filosofia, Maurizio un guru da amare. Un po' tutta Europa ammirava il gioco degli azzurri. Tutti, da Sacchi a Guardiola passando per Klopp, incensavano il trainer toscano considerandolo un grande maestro.

Maurizio Sarri | MB Media/Getty Images
Maurizio Sarri | MB Media/Getty Images

Maurizio Sarri, al Chelsea prima e alla Juventus dopo, è stato messo finalmente nelle condizioni migliori per vincere. In Inghilterra ha portato a casa una Europa League, in bianconero uno Scudetto. Eppure, proprio dopo avere finalmente coronato i sacrifici di una vita con due importanti trionfi, il suo "mito" è improvvisamente crollato. "Vincere con Chelsea e Juventus è semplicissimo, dov'è il bel gioco?", la critica dei più. E per i critici Maurizio Sarri è diventato il "solito str***o". Vince solo perché ha il materiale giusto per portare a casa i trofei.

Maurizio Sarri | Soccrates Images/Getty Images
Maurizio Sarri | Soccrates Images/Getty Images

Eppure chi ha succeduto Sarri non è che stia facendo meglio di lui. A Napoli, oltre al bel gioco, sono spariti anche i risultati. Se si esclude una Coppa Italia, trofeo comunque considerato "minore", i partenopei non hanno certamente fatto un salto di qualità con Ancelotti prima e Gattuso dopo. Gli azzurri, a differenza di quanto accadde con Sarri, non hanno più lottato per lo Scudetto. La Juventus di Pirlo è addirittura quarta in campionato anche se con una gara in meno. E cosa dire del Chelsea? Lampard non ha portato a casa trofei e attualmente naviga in un anonimo centro classifica.

A Napoli c'è chi rimpiange Sarri. Non per i risultati oppure per il gioco. Il mister toscano ebbe il merito di valorizzare calciatori che sembravano inadatti a una big. Jorginho, Mertens, Albiol, Higuain, Koulibaly e tanti altri toccarono con il coach di Figline il punto più alto della loro carriera. Sarri meriterebbe una nuova opportunità, magari in una big...

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