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Giovani, il lavoro del futuro è "green"!

Gaia Terzulli
·3 minuto per la lettura
Giovani, il lavoro del futuro è
Giovani, il lavoro del futuro è

Con il 46% di assunzioni a tempo indeterminato, i green jobs sono destinati a coprire il 18,9% del fabbisogno totale generato fino al 2023. Lo spiegano gli autori di "Tutto ruota. Viaggio nel mondo dell’economia circolare"

“Ragazzi, green non significa solo sostenibilità, ma anche lavoro”. È il messaggio lanciato durante il webinar del 29 gennaio, organizzato da Greenthesis Group – operatore leader, in Italia e all’estero, nel settore del trattamento, recupero e valorizzazione dei rifiuti, oltre che in quello delle bonifiche ambientali – per presentare il libro “Tutto ruota. Viaggio nel mondo dell’economia circolare”, scritto a quattro mani da Luciano Canova e Fabrizio Iaconetti e voluto dallo stesso Greenthesis.

LA MISSION DEL FUTURO E' LA SOSTENIBILITA'

Economista e divulgatore scientifico il primo, esperto di marketing e comunicazione il secondo, gli autori si sono rivolti a una platea di giovani collegati all’evento su Zoom per incoraggiarli a fare della sostenibilità la mission del loro futuro. In un dialogo a più voci moderato dal giornalista e divulgatore scientifico Federico Taddia, i relatori hanno insistito sul potenziale cruciale della green economy per il futuro di tutti, giovani in primis, che in questo settore troveranno sempre più chance professionali.

I "GREEN JOBS" DEL FUTURO

Dall’ingegnere al risk manager ambientale, fino all’educatore energetico per l’infanzia, la lista dei lavori “verdi” si allunga continuamente, attirando lo sguardo di una generazione sensibile a temi come il rispetto per l’ambiente e il consumo consapevole. Green job è anche sinonimo di stabilità, con un 46% di assunzioni a tempo indeterminato (dati pre-Covid), spiegano Canova e Iaconetti nel loro libro. Un trend destinato ad accelerare, dato che da oggi al 2023 un nuovo posto di lavoro su cinque sarà nelle aziende ecosostenibili. In tutto ci sarà bisogno di 481mila nuovi professionisti del verde, oltre il 50% in più di quelli creati dal settore digital. L’occupazione in ambito green è destinata a coprire il 18,9% del fabbisogno totale generato fino al 2023.

IL GREEN PRAGMATISM

Di fronte a un simile scenario, sembra che nel nostro Paese si sia già sviluppato il know-how necessario a cavalcare il cambiamento. La strada da fare in questa direzione è ancora tanta e passa per i principi del green pragmatism a cui il lavoro di Canova e Iaconetti fa spesso riferimento. Ambientalismo attento, basato sul coinvolgimento di tutti, senso di responsabilità nei confronti del mondo che abitiamo e che lasceremo a chi verrà dopo di noi. Sono questi i valori che ispirano il “pragmatismo verde”, motore dell’economia circolare.

DA LINEARE A CIRCOLARE

“Fino a oggi l’economia si è sempre basata su un processo lineare, progettato per sprecare”, spiega Canova. “Quello che invece oggi deve emergere è un modello di produzione rigenerativa, in cui le aziende, fin dalla fase di progettazione, si pongano l’obiettivo di restituire, preservare e migliorare le caratteristiche del pianeta”. Questo è il senso dell’economia circolare: trasformare la buccia d’arancia e l’etichetta di plastica in materie prime alla base di un nuovo processo produttivo, in un’ottica di ripristino e non di esaurimento.

UNA SFIDA NELL'ERA DELL'IPER DIGITALIZZAZIONE

“La scelta di Greenthesis di promuovere un libro rivolto ai giovani proprio in un’epoca di iper digitalizzazione è, di per sé, una dimostrazione di green pragmatism”, ha commentato Simona Grossi, vicepresidente esecutivo di Greenthesis: “perché l’informazione di valore richiede tempo, approfondimento e pensiero critico. Perché la sfida più importante che ci attende è quella della sostenibilità, sostenuta da un numero sempre più crescente di aziende e da grandi investimenti internazionali”.