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Giovanni Busi confermato a unanimità presidente Consorzio Chianti

Image from askanews web site
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Roma, 22 giu. (askanews) - Giovanni Busi è stato confermato, con voto unanime, alla guida del Consorzio Vino Chianti per altri tre anni. Giovanni Busi è titolare dell'azienda vitivinicola Travignoli, che dirige dal 1989, e dal 2010 è presidente del Consorzio Vino Chianti che conta 3.500 aziende socie che rappresentano 15mila ettari di vigneto atto a produrre uve destinate a dare vino Chianti docg. Due i vicepresidenti: Ritano Baragli (cantina sociale Colli Fiorentini) e Alessandro Zanette (Gruppo Italiano Vini).

Passando in rassegna le prossime sfide che attende il Consorzio Vino Chianti, Busi ha messo al primo posto la "necessità di lavorare tutti insieme per aumentare le vendite della denominazione, passando da 720.000 hl a un milione di ettolitri".

Forte impegno sia per la conferma nei mercati tradizionali che sul fronte della ricerca di nuovi mercati di sbocco. "Il mondo del vino - dice Busi - sta faticosamente uscendo da due anni di pandemia e, allo stesso tempo, sta affrontando un momento complicato per la guerra in Ucraina che ha mescolato le pedine sullo scacchiere mondiale dell'export. Per il Consorzio ora è fondamentale, da una parte, consolidare le nostre posizioni privilegiate su alcuni mercati e, dall'altra, trovarne di nuovi. E' per questo che stiamo puntando con forza ed energia sulla promozione all'estero della denominazione. Nelle ultime settimane - ha ricordato Busi - siamo tornati in Usa e anche in Asia, registrando ottimi contatti e la soddisfazione delle aziende che hanno partecipato ai tour".

Restano tuttavia le criticità dei Paesi dell'est Europa. "Ucraina e Russia sono due mercati molto importanti per i produttori del Chianti - evidenzia il presidente - Speriamo che questo conflitto finisca al più presto per evitare altri inutili morti, ma anche per permettere all'economia di ripartire. Nonostante la delicatezza legate alle problematiche dei mercati dell'est europa, il Consorzio ha voluto farsi promotore in questi giorni di eventi promozionali a Varsavia ed a Tallin conscio che in quell'area le vendite del Chianti possono trovare ulteriori ed interessanti nuovi sbocchi".

"I problemi legati alla guerra, infatti, non riguardano soltanto la difficoltà di accesso ai mercati - spiega Busi - ma anche e soprattutto l'impennata dei prezzi di energia e materie prime che stanno mettendo in seria difficoltà la tenuta economica delle aziende. Auspico, nel breve periodo, che il sistema bancario ci venga incontro in questa fase così delicata. Così come spero che il ministero, dopo lunga e meticolosa istruttoria regionale sul disciplinare, renda operative al più presto le proposte di modifica".

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