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Giovedì nero per Piazza Affari, sbandano i tre pesi massimi del Ftse Mib

Redazione Finanza
·2 minuti per la lettura

Giovedì molto difficile per Piazza Affari che si uniforma all’umore nero di tutti i mercati azionari. La nuova ondata di contagi in Europa ha indotto alcuni Paesi a ulteriori restrizioni e questo rischia di compromettere la fase di ripresa economica. Il Ftse Mib ha chiuso in calo del 2,77% a 19.065 punti, in lieve recupero dai minimi così come Wall Street dopo le parole di Trump che ha cercato di infondere ottimismo circa le possibilità di un accordo del Congresso Usa sul nuovo piano di stimoli prima delle elezioni. Trump si è detto disponibile a sostenere un piano da oltre 1.800 miliardi di dollari, ossia di entità superiore alla precedente proposta respinta dalla speaker della Camera, la democratica Nancy Pelosi. Sul parterre di Piazza Affari soffrono tutti i principali titoli con un unico segno più, quello di Ferrari (+0,54%). Tra i peggiori ancora una volta i titoli oil con il petrolio WTI che nel corso del pomeriggio era ridisceso sotto i 40$. Il titolo Eni ha violato al ribasso area 6,50 euro chiudendo a 6,418 euro (-4,18%) avvicinando pericolosamente i minimi toccati lo scorso 16 marzo che corrispondono con i livelli più bassi degli ultimi 24 anni. Per Eni le quotazioni al momento segnano -53% da inizio anno, tra i peggiori di tutto il Ftse Mib insieme proprio ad altri due testimonial del comparto oil quali Saipem e Tenaris, anche loto protagoniste in negativo oggi, in particolare Tenaris scesa del 4,99%. Nel settore bancario si conferma il momento difficile per Intesa Sanpaolo che cede il 4,93% a 1,5376 euro dopo essere già stato ieri il peggior titolo bancario del Ftse Mib. Male anche l'altra big bancaria Unicredit scesa del 3,38%. Segno meno solo accennato per Banco BPM (-0,03% a 1,61 euro) su cui tornano insistenti le voci di M&A. Oggi Il Messaggero scrive ci contatti più intensi tra i vertici di Banco BPM e di Credit Agricole Italia (920 filali in Italia, 4% quota di mercato) finalizzati ad un'aggregazione. L'operazione sembrerebbe configurarsi come una fusione fra Banco e Credit Agricole Italia, quindi di fatto non ci sarebbe nessuna OPA/OPSC con relativo riconoscimento di un premio esplicito a favore di Banco BPM. I vertici dei due istituti avrebbero addirittura già firmato un accordo di riservatezza relativamente al reciproco scambio di informazioni. Infine, insieme alle debacle di due big quali ENI e Intesa, si segnala la seduta opaca anche di Enel - peso massimo dell'indice guida milanese - che ha chiuso a -3,45% a 7,463 euro.