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Gli analisti temono un nuovo crollo del Bitcoin

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Gli analisti temono un nuovo crollo del Bitcoin
Gli analisti temono un nuovo crollo del Bitcoin

Il valore della criptovaluta è sceso verso i 30mila dollari dopo il picco di 65mila, ma secondo alcuni esperti la pressione sul Bitcoin potrebbe ancora aumentare

Il Bitcoin continua a muoversi sulle montagne russe. Nonostante la pressione arrivata da diverse notizie poco confortanti, il valore della principale criptovaluta è tornato a salire a 36mila dollari grazie a un rialzo del 7%. Tuttavia, il picco dei 65mila dollari raggiunto ad aprile sembra molto lontano, e diversi analisti prevedono un altro possibile crollo di circa il 40%.

RISCHIO 20MILA DOLLARI

Secondo alcuni esperti, per il Bitcoin sarà cruciale non scendere sotto i 30mila dollari nei prossimi giorni. Se ciò dovesse accadere, potrebbe aprirsi la strada verso la quotazione di 20mila dollari. Un evento che, per chi investe in Bitcoin, ricorderebbe molto da vicino il crash delle criptovalute del 2017. La volatilità è la caratteristica principale delle criptovalute, e i movimenti delle ultime settimane sono la prova di questo assunto.

IL CASO COLONIAL PIPELINE

Dopo il recupero, da parte dell'Fbi, di buona parte del riscatto pagato da Colonial Pipeline in Bitcoin a un gruppo di hacker, il valore della criptovaluta è sceso a 31mila dollari. Inoltre, dalla Cina arrivano altre notizie su possibili ulteriori restrizioni del governo sull'attività di mining (ultima nella provincia di Qinghai). Senza dimenticare il fuoco incrociato delle banche centrali mondiali. Raggiunto da CNN Business, Jeffrey Halley, market analyst di Oanda, afferma di aver messo in guardia i propri clienti sulla possibilità che il Bitcoin possa raggiungere i 22mila dollari. Secondo Rich Ross, analista di Evercore ISI, la criptovaluta potrebbe toccare i 20mila nel caso scenda prossimamente sotto i 29mila dollari.

LA MOSSA DEGLI INVESTITORI ISTITUZIONALI

La volatilità non piace molto agli investitori privati, e piace ancora meno agli istituzionali. Per questo motivo, all'inizio di aprile, il wealth manager britannico Ruffer ha smontato la propria posizione sui Bitcoin costruita lo scorso novembre con un investimento da 600 milioni di dollari. Tra l'altro portando a casa un bel guadagno visto che a novembre il valore era intorno ai 15mila dollari. "Sembra un momento in cui è meglio guardare da bordocampo che dalle trincee", ha detto a CNN Duncan MacInnes, investment director di Ruffer.

CORSO LEGALE IN SALVADOR

Oltre alle notizie negative, come per esempio le minacce di Anonymous verso Elon Musk, visto come una sorta di banca centrale delle criptovalute o le accuse di inquinare troppo con l'attività di mining, non manca qualche novità confortante per i sostenitori delle cripto. L'ultima è sicuramente la decisione di El Salvador di equiparare il Bitcoin alle valute legalmente in corso. Tuttavia, secondo il giudizio di molti esperti di investimento, è meglio non superare la quota del 5% di cripto nel proprio portafoglio di investimento, tenendo bene a mente che la volatilità di questi asset speculativi può anche portare alla perdita totale della somma investita.

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