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Gli assegni misteriosi: Elisabetta Benassi in Fondazione Pini

·2 minuto per la lettura
Image from askanews web site
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Milano, 17 set. (askanews) - La Fondazione Adolfo Pini di Milano ha inaugurato la mostra personale di Elisabetta Benassi, "Lady and Gentlemen", a cura di Gabi Scardi. Il nuovo progetto, appositamente ideato per la Fondazione, è incentrato sulla figura del gallerista torinese Luciano Anselmino, animatore dell'ambiente artistico tra Roma e Milano negli anni Sessanta e Settanta. In quel periodo l'Italia vive un fermento culturale internazionale nel quale l'attività di Anselmino, amico e sodale di grandi artisti del suo tempo, da Man Ray ad Andy Warhol, si inserisce perfettamente.

Elisabetta Benassi, con stile asciutto, fa riferimento alla figura di Anselmino, agli straordinari incontri artistici da lui innescati nel brevissimo arco della sua attività, alla sua morte prematura. E lo fa, fedele a una ricerca che è personale e interessante, pur nell'apparente neutralità di certi oggetti, attraverso, in questo caso, degli assegni che artisti come Man Ray, Christo o Andy Warhol avevano inviato ad Anselmino. Assegni con cifre molto basse, che si suppone - ci ha detto Gabi Scardi - potessero essere parte di un progetto a cui il gallerista stava lavorando. La sua morte però ha interrotto anche questo aspetto della sua vita e oggi questi documenti, che Elisabetta Benassi ha recuperato e ricopiato in ogni dettaglio, appaiono misteriosi, indecifrabili, lontanissimi da noi. A questo si aggiunge che in mostra sono conservati dentro dei frigoriferi chiusi, il che contribuisce alla sensazione di straniamento.

Ma poi c'è anche un altro elemento: tra gli assegni ne spicca uno, conservato in un frigorifero che, a differenza degli altri, è aperto. A indirizzarlo ad Anselmino la stessa Elisabetta Benassi, in un gioco di vertigini temporali e narrative di fascino quasi hitchcockiano. Un intreccio che sembra insolubile, e qui risiede il fascino e la forza del progetto di Benassi, artista consapevole e rigorosa, che non grida ma la cui figura si staglia con sempre più evidenza sullo scenario attuale.

La mostra è corredata anche da un piccolo catalogo, sul modello di quelli che realizzava Anselmino, con le immagini degli assegni e un testo dello scrittore Emanuele Trevi.

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