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Gli attentati alimentano le Borse

Giancarlo Marcotti
 

Ormai è diventata una costante, il giorno successivo ad attentati terroristici le Borse salgono, non è chiaro il motivo, la logica lascerebbe supporre il contrario, ma tant’è …

Alcuni metteranno in connessione il rialzo dei listini europei con i dati macro europei comunicati in mattinata, la realtà, tuttavia, è che le cose non sono migliorate in tutti i Paesi del Vecchio Continente, ma solo in Germania!!!

Guarda che combinazione!!! L’indice Ifo, quello che monitora la fiducia delle imprese tedesche, è salito ad un livello record, 114,6 punti!!! Non si verificava una cosa simile dal 1991!!!

Dal 1991???

Ai miei lettori più attenti quella data non può risultare indifferente, dal 1979 infatti le principali economie del Vecchio Continente avevano “legato” il cambio delle proprie monete entro limiti prefissati, il famigerato SME (Sistema Monetario Europeo), che esplose nel 1992 quando l’Italia e la Gran Bretagna dovettero uscire dopo aver dilapidato le proprie riserve.

Ebbene oggi, con l’introduzione dei cambi fissi (l’euro) dal 1999 ecco che ci ritroviamo nella stessa situazione, con la nostra economia che boccheggia (uso un termine eufemistico) mentre quella tedesca viaggia a gonfie vele.

Ma naturalmente la “colpa” è nostra, recentemente ce lo ha detto anche la Merkel.

Qualcun altro metterà invece in connessione il guadagno odierno delle Borse europee con i dati macro statunitensi che invece hanno riservato sorprese non proprio positive, l’indice Fed di Richmond, che monitora l’attività manifatturiera nel distretto della città della Virginia, infatti, è letteralmente crollato passando da 20 a 1 punto, le attese erano per un calo decisamente più contenuto (15 punti).

Ed anche l’indice Pmi manifatturiero è risultato in calo mentre gli economisti prevedevano un leggero aumento.

Il dollaro, pur rafforzandosi è rimasto comunque in area 1,12 rispetto all’euro, più marcato il rialzo nei confronti dello yen.

Un’ultima annotazione, pare che i rapporti fra la Gran Bretagna e l’Unione europea si stiano raffreddando, anzi, raggelando. D’accordo che le elezioni si avvicinano e certamente influenzano le trattative sulla Brexit, ma potrebbe essere questo il vero terreno di scontro che potrebbe sconvolgere il panorama economico europeo.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro

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