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Gli ETF per combattere i mercati ribassisti

Come si fa a investire in mercati dove un giorno le borse perdono il 3%, il giorno dopo recuperano il 2% e il terzo giorno perdono un altro 3%?

E se poi gli analisti di Blackrock affermano che loro per i prossimi 6 – 12 mesi si asterranno dal comprare il “dip”, cioè si asterranno dal comprare azioni anche se sono evidentemente scontate… Perché l’investitore si domanda: “Allora questo non è il fondo?”

Sì certo, si potrebbe essere portati a credere che sia solo l’inizio del fondo ma non il fondo. E allora che fare?

Ecco qui presentati gli ETF per combattere i mercati ribassisti. Una serie di exchange-traded fund con i quali ammorbidire gli scossoni e provare a preservare il valore del portafoglio sul medio e lungo periodo. Dobbiamo acquisire la consapevolezza che una nuova stabilità potrebbe richiedere fino a 24 mesi come ha affermato di recente un top manager di Goldman Sachs (GS).

Gli ETF per combattere i mercati ribassisti: avvertenze

Gli investitori abituati a investire nei mercati finanziari sanno che anche se gli ETF possono ridurre gli effetti ribassisti, non possono certo eliminarli del tutto.

Gli ETF sono legati ai titoli azionari, tuttavia, qui vogliamo presentare una serie di ETF per combattere i mercati ribassisti che investono in particolare su azioni a bassa volatilità e che dunque si difendono meglio quando le acque sono particolarmente agitate.

Invesco S&P 500 Low Volatility ETF

Questo fondo passivo replica l’andamento delle 100 società inserite nell’indice S&P 500 che presentano gli indicatori di volatilità più bassi rispetto ad altri.

Le spese del fondo sono dello 0,25% anno e il dividend yield è del 2,2%. Il fondo Invesco S&P 500 Low Volatility ETF (SPLV) non è comunque rimasto immune dai ribassi che hanno colpito pesantemente l’indice S&P 500.

Il parallelo tra l’ETF SPLV e l’indice S&P 500 ci mostra come da inizio anno il primo ha perso il 13,49% del suo valore, mentre il secondo il 23,27%.

Legg Mason Low Volatility High Dividend ETF

Il Legg Mason Low Volatility High Dividend ETF (LVHD) investe in un numero di azioni compreso tra 50 e 100 sempre basandosi sul principio della bassa volatilità, ma con l’aggiunta di ricercare solo quei titoli che presentano anche un alto dividendo come valore aggiunto.

Le spese sono dello 0,27% annue e il dividend yield è del 2,7%. Partendo da un bacino di 3.000 titoli USA, anche a piccola capitalizzazione, i gestori del fondo passivo scelgono quelle che ritengono più appropriate alla strategia.

Il fondo LVHD da inizio anno ha perso il 9,45% del suo valore.

iShares Core High Dividend ETF (HDV)

Il fondo passivo iShares Core High Dividend ETF (HDV) è come il precedente concentrato sul dividendo staccato dai titoli azionari, e cerca in particolare quelle azioni che anche in tempi difficili sono in grado di staccare un alto dividendo agli azionisti.

Le spese annue sono molto basse, appena dello 0,08%. Il dividend yield è interessante: 3,3%.

Il fondo passivo HDV si è difeso molto bene, da inizio anno ha perso soltanto l’1,35% ed è un gran bel risultato. Resta positivo a 12 mesi del +3,8%, l’unico tra quelli presentati fino a ora.

Vanguard Utilities ETF (VPU)

Il fondo passivo Vanguard Utilities ETF (VPU) investe in società del settore utilities, considerato un settore “sicuro”. Questa sicurezza è data dal fatto che anche quando l’economia va male, l’ultima cosa a cui le persone rinunciano sono la corrente elettrica e l’acqua.

Le spese per questo ETF sono dello 0,1%, mentre il dividend yield è del 2,7%.

Da inizio anno il fondo VPU ha perso il 7,81% del suo valore, mentre a un anno resta positivo del 2,33%.

This article was originally posted on FX Empire

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