Gli interessi della criminalità sulla Tav

La grande opera ferroviaria potrebbe attirare l'attenzione e gli interessi della criminalità

La Tav è una delle opere più importanti degli ultimi (e dei prossimi) decenni: per questo c’è da temere che la criminalità organizzata abbia tutte le intenzioni di metterci le mani su.

La discussa linea Torino- Lione, da tempo al centro di polemiche politiche anche molto aspre, è infatti sotto la lente di ingrandimento degli investigatori della Procura Nazionale Antimafia che teme esista il rischio concreto che la linea ad alta velocità franco-piemontese possa rivelarsi un colossale affare per la ‘ndrangheta.

Il Piemonte, infatti, da tempo è terra di coltura per la criminalità organizzata, in particolar modo calabrese, tanto che, nel 1996, Bardonecchia fu il primo Comune del nord a essere sciolto per mafia.

A questo si aggiunge il poroso sistema dei subappalti, che già in altri casi si è dimostrato capace di diventare un sistema di scatole cinesi in cui aziende legate alla criminalità possono far perdere le proprie tracce, confondendosi tra le altre.

A alimetare i sospetti degli investigatori c’è il fatto che, tra le aziende incaricate di costruire il tunnel esplorativo, compare anche la romagnola Bertini Spa.

L’azienda, che non è stata indagata o coinvolta direttamente in indagini per illeciti, ha però legato alcuni anni fa il suo nome alla Cofr Srl, che i fatti hanno poi dimostrato essere emanazione diretta delle ‘ndrine di Gioia Tauro. Nel 2005, infatti, la Bertini Spa vinse l'appalto per il nuovo palazzo di giustizia di Reggio Calabria. Il subappalto per i lavori del nuovo edificio (per un totale di oltre un milione di euro), fu concesso, su richiesta della Bertini, alla Corf srl, con sede a Polistena e Bologna. Il subappalto fu però interrotto nel 2006 per intervento della Prefettura convinta che dietro la società calabro-emiliana si muovessero gli interessi del clan Longo di Polistena. Gli investigatori, analizzando la documentazione delle società, evidenziarono «numerose assunzioni gravitanti in ambienti criminali», quasi tutti provenienti dalla piana di Gioia Tauro. Per questo nel 2007, scattarono i sequestri preventivi per i beni della 'ndrina dei Longo, tra cui compariva la Corf. Che nel frattempo ha cambiato pelle ed è diventata Arcoverde costruzioni, con sede a Bologna.
Ora, anche per quel che riguarda la Tav, l’attenzione è alta: il premier Mario Monti, infatti, sta preparando un pacchetto di norme e verifiche che possano ‘blindare’ il progetto Tav, verificando che le maglie del sistema degli appalti e dei subappalti siano abbastanza strette da non far passare nessun tipo di malaffare. Il sistema, se ben congegnato, è fatto per funzionare: : «Il certificato antimafia  – dice il direttore generale della Ltf, la società incaricata di costruire la Torino Lione, Marco Rettighieri-  viene richiesto a tutti e poi c`è il gruppo interforze che passa al setaccio chi lavora per noi. Le maglie sono strette. E se sorge il minimo sospetto non iniziano nemmeno a lavorare».