"Gli investitori non hanno alternative alle azioni"

Virgilio Chelli
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Columbia Threadneedle Investments non esclude una correzione in Europa nel breve termine, ma sottolinea che nel medio termine l’elevato premio al rischio e i tassi di interesse estremamente bassi sosterranno le azioni

L’incertezza sulla crescita di lungo termine è stata finora molto elevata, bilanciando gli effetti positivi dei tassi bassi, in parte per timore di rischi deflazionistici estremi e sul futuro dell’UE e dell’euro. Ma le misure di supporto dovrebbero aiutare a ridurre il rischio di una nuova recessione, mentre i tassi zero sosterranno gli asset rischiosi. Nel breve termine l’aumento dei contagi, i continui lockdown, la riduzione dell’attività e la soppressione delle aspettative inflazionistiche potrebbero innescare una nuova correzione dei listini azionari. Ma nel medio periodo l’elevato premio al rischio azionario e i tassi contenuti sosterranno le azioni.

LO STIMOLO MONETARIO HA TOCCATO IL MASSIMO

Lo sostiene Paul Doyle, Responsabile azionario per l’Europa di Columbia Threadneedle Investments, secondo cui le valutazioni azionarie appaiono ora elevate, l’incertezza comincia a incidere sulla ripresa degli utili. In questo quadro Columbia Threadneedle Investments prevede una ripresa più modesta degli utili l’anno prossimo rispetto alle attese ma sottolinea anche il dato positivo del nuovo approccio della Fed sull’inflazione. Gli stimoli monetari di breve termine hanno raggiunto il massimo storico in estate e sono ora in via di attenuazione, per cui gli stimoli fiscali assumeranno un ruolo ancor più importante.

SCENARI PARADOSSALI E SORPRENDENTI

In questa visione non vi è comunque alcuna alternativa alle azioni, in quanto il premio al rischio azionario globale rimane estremamente elevato e se i dividendi rimanessero sui livelli attuali per i prossimi dieci anni, l’S&P 500 dovrebbe perdere il 9% per portarsi in linea con il rendimento del Treasury decennale, mentre se l’inflazione si attestasse al 2%, nello stesso periodo di dieci anni l’S&P 500 dovrebbe subire un calo del 25% per arrivare sullo stesso livello dei Treasury decennali. Fuori dagli Stati Uniti, secondo Doyle lo scenario è ancora più sorprendente, perché le azioni dell’area euro e quelle britanniche dovrebbero perdere rispettivamente il 30% e il 50% per uguagliare i rendimenti obbligazionari. Nessuno di questi scenari appare probabile.

LE AZIONI DOVREBBERO APPREZZARSI ANCORA

Secondo l’esperto di Columbia Threadneedle, il premio al rischio azionario continua ad aggirarsi sul livello di marzo, quando le quotazioni hanno toccato i minimi, e questo indica che nonostante i timori di breve termine in realtà le quotazioni azionarie dovrebbero essere oggi ancora più elevate. La politica monetaria è straordinariamente accomodante, e vista l’assenza di inflazione è difficile che i rendimenti obbligazionari aumentino nei prossimi anni, ma è anche improbabile che diminuiscano ancora, per cui il premio al rischio azionario è tale da consentire alle azioni di apprezzarsi ancora, anche se i rendimenti obbligazionari dovessero leggermente salire.

MOLTI FATTORI A SOSTEGNO DEL VALUE

In questo quadro, la convenienza di prezzo dei titoli value rispetto a quelli growth ha raggiunto il massimo storico, superando persino quella rilevata all’apice della bolla delle dotcom del 2000. Ma le azioni value hanno bisogno di un catalizzatore per innescare una ripresa, che potrebbe essere costituito dalla combinazione di nuovi stimoli fiscale vaccino. Il value tende a sovraperformare il growth nelle le fasi di indebolimento del dollaro e di accelerazione della crescita globale, e un deprezzamento del biglietto verde nei prossimi mesi potrebbe imprimere ulteriore slancio ai titoli value.