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Gli scandali Credit Suisse portano la Svizzera a pensare l'impensabile: punire i banchieri

·4 minuto per la lettura
Bandiera nazionale svizzera di fronte alla sede di Credit Suisse a Zurigo.

FRANCOFORTE (Reuters) - L'esasperazione nei confronti di Credit Suisse dopo una serie di scandali sta spingendo la Svizzera a ripensare un sistema in cui i grandi banchieri sono troppo spesso intoccabili.

Le pesanti perdite di Credit Suisse nel crollo di Archegos e la decimazione di miliardi di investimenti dei clienti supportati dall'insolvente finanziaria britannica Greensill, hanno adirato le autorità e scatenato un raro dibattito tra i legislatori riguardo la possibilità di multare i banchieri.

Il dibattito, la più grande discussione pubblica su una riforma del sistema bancario dai tempi della crisi finanziaria, punta a porre fine all'attuale regime lassista, nel quale non è possibile multare i banchieri, per introdurre delle regole modulate su quelle della Gran Bretagna.

"I direttori di banca non si prendono responsabilità per le proprie azioni, perché non devono farlo. Non ci sono sanzioni reali per la cattiva amministrazione", dice Gerhard Andrey, parlamentare dei Verdi.

"Gli scandali che hanno visto coinvolta Credit Suisse, dal Mozambico a Greensill, sono un danno per la reputazione della Svizzera. Abbiamo proposto una riforma... che prevederebbbe, in caso qualcosa vada storto, che il manager è responsabile", ha aggiunto Andrey.

Le proposte di Andrey, che seguono l'innovativo sistema britannico che vede la dirigenza delle società finanziarie direttamente responsabile per le proprie azioni, saranno discusse dal parlamento svizzero nei prossimi giorni.

Il dibattito si è sviluppato dopo che Credit Suisse ha perso oltre 5 miliardi di dollari nel collasso di Archegos, e si è trovata a dover far fronte ad una raffica di azioni legali per 10 miliardi di investimenti dei clienti connessi al caso Greensill.

Un portavoce della banca ha detto che il Cda ha fatto partire un'indagine per "riflettere sulle conseguenze più ampie" di questi eventi, aggiungendo che la banca ha apportato cambiamenti al vertice delle divisioni investment banking e risk control.

La serie di scandali ha adirato l'autorità federale Finma, che fatica ad inchiodare i banchieri alle loro responsabilità a causa della legge svizzera, che consente di sanzionare i dirigenti solo nel caso di diretta connessione in fatti illeciti e non anche nel caso di generiche mancanze nella gestione.

Un portavoce Finma ha detto a Reuters che l'autorità sarebbe felice di una discussione riguardo l'"ottimizzazione" di "questioni riguardo la responsabilità personale" aggiungendo che altri centri finanziari "vanno molto più a fondo della Svizzera"

Il portavoce ha aggiunto che le regole svizzere autorizzano sanzioni, come ad esempio l'interdizione dal lavoro dei banchieri, solamente nel caso di una connessione diretta tra il manager e un atto illecito, e che non basta dimostrare che una persona aveva una posizione di comando.

Malgrado oltre 15 miliardi in svalutazioni e penali a Credit Suisse, e i numerosi scandali, Finma ha faticato a tenere la banca sotto controllo, e gli azionisti dissidenti non sono riusciti a rimuoverne il presidente, Urs Rohner, prima che si ritirasse lo scorso anno.

Oltre ad Archegos e Greensill, Credit Suisse ha avuto anche altri problemi, tra cui un caso di spionaggio che ha costretto all'addio dell'ex Ceo.

I banchieri del gruppo hanno dovuto rispondere di accuse in Gran Bretagna e negli Stati Uniti, per dei prestiti concessi al Mozambico che hanno mandato il paese in una crisi debitoria.

Le autorità statunitensi hanno annunciato di stare svolgendo indagini sul ruolo di Credit Suisse in un caso di corruzione da 2 miliardi di dollari, originato da una serie di prestiti che la banca ha aiutato a mettere insieme e che hanno sostenuto lo sviluppo delle difese costiere del Mozambico. La banca ha comunicato di stare cooperando nell'inchiesta.

Commentando le recenti difficoltà, la banca ha reso noto di aver sospeso parte dei pagamenti agli impiegati coinvolti, inclusi alcuni membri del board, in modo da poter trattenere il denaro se necessario.

Monika Roth, un avvocato svizzero esperta in materia di compliance, ha detto che per gli azionisti della banca il costo di cercare giustizia perseguendo i dirigenti nelle corti svizzere per i loro fallimenti sarebbe proibitivo, e i supervisori dovrebbero poter trattenere la paga dei dirigenti.

Qualsiasi riforma incontrerà con ogni probabilità delle resistenze. L'Associazione bancaria svizzera ha detto che attualmente la supervisione è "ben bilanciata" e rigorosa e che ogni miglioramento deve comunque tenere in considerazione le peculiarità del sistema svizzero.

Dominik Gross, dell'Alleanza svizzera delle associazioni per lo sviluppo, prevede che i parlamentari svizzeri saranno riluttanti ad operare dei cambiamenti.

"Esiste un sottinteso, secondo cui un forte centro finanziario è parte integrante della Svizzera quanto gli orologi e il cioccolato. Un'ampia fetta di popolazione ottiene profitti dal denaro che arriva".

(Tradotto da Luca Fratangelo in redazione a Danzica, in redazione a Roma Stefano Bernabei, luca.fratangelo@thomsonreuters.com, +48587696613)

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