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Goldman Sachs: Eurozona in recessione, serve forte stimolo per rimbalzo

Virgilio Chelli
Goldman Sachs: Eurozona in recessione, serve forte stimolo per rimbalzo

La Research della grande banca USA stima una contrazione pan-europea della crescita nel primo e secondo trimstre, che può essere seguita da un rimbalzo nella seconda metà del 2020. Ma servono stimoli monetari e fiscali più forti di quelli in atto.

Anche se l’Italia resta il paese più colpito, il virus si sta rapidamente diffondendo in tutta Europa, mentre le condizioni finanziarie di tutta l’area hanno registrato una significativa restrizione e la spesa per consumi è in caduta. Per questo la Research di Goldman Sachs stima una recessione, vale a dire due trimestri di crescita negativa, per tutta l’Eurozona nella prima metà dell’anno, che potrebbe essere seguita da un rimbalzo anche significativo nella seconda, a condizione che le misure di stimolo monetario e fiscale diventino più incisive e soprattutto abbiano un respiro continentale. La contrazione colpirà Italia, Francia, Germania e Spagna. Le misure finora prese da Bce e autorità europee dovrebbero essere sufficienti a garantire liquidità e il flusso del credito.

ATTESA CHE LA BCE AD APRILE RAFFORZI L’ALLENTAMENTO MONETARIO E ABBASSI I TASSI

Ma soprattutto la risposta fiscale finora è stata limitata, così come le azioni annunciate dalla Bce. Per questo Goldman prevede che la banca centrale ad aprile annunci ulteriori allentamenti, con un ribasso dei tassi e condizioni migliorate dei TLTRO. Anche perché le misure stringenti di contenimento del virus accentuano il rallentamento economico. Secondo Goldman Sachs la crescita negativa dei primi due trimestri sarà caratterizzata da tre componenti: una caduta della domanda estera, inizialmente dovuta alla frenata cinese ma ora di livello globale, inceppamenti nelle catene globali di produzione, impatto negativo sulla domanda interna, soprattutto nei servizi. Secondo Goldman ora le misure monetarie, regolatorie e fiscali diventano di “cruciale importanza” per creare le condizioni di un rimbalzo nella seconda metà dell’anno, una volt ache il virus sarà contenuto, necessarie a limitare fallimenti e licenziamenti a catena.

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MISURE FISCALI FINORA LIMITATE E MODESTE, SOPRATTUTTO SENZA RESPIRO CONTINENTALE

Ma finora l’Europa ha adottato misure limitate di respiro continentale, focalizzandosi soprattutto sulla spesa sanitaria, mentre servono interventi su una scala molto più ampia, come trasferimenti di cash, tagli alle tasse, incentivi agli investimenti. Il problema è che finora le risposte, anche forti come in Francia e Germania, hanno avuto un carattere nazionale, evitando l’assunzione di rischio a livello europeo. Il pacchetto anti-virus finanziato dal Bilancio Comunitario corrisponde appena a 37 mld, pari allo 0,25% del PIL europeo, sottolinea Goldman Sachs.