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Goldman Sachs: “Fiducia in una ripresa solida dell’Italia”

Antonio Cardarelli
·2 minuto per la lettura
Goldman Sachs: “Fiducia in una ripresa solida dell’Italia”
Goldman Sachs: “Fiducia in una ripresa solida dell’Italia”

Filippo Taddei, Senior European Economist della divisione Global Investment Research di Goldman Sachs, evidenzia una maggiore sensibilità della nostra economia alle chiusure, ma anche diversi punti di forza

Italia e Spagna torneranno dopo altre nazioni europee ai livelli pre-Covid, ma ci sarà comunque un recupero robusto. L’economia italiana ha carte importanti da giocare nei prossimi mesi, anche se sarà fondamentale non sbagliare nell’impiego del Recovery Plan. È questa, in estrema sintesi, la view di Filippo Taddei, Senior European Economist della divisione Global Investment Research di Goldman Sachs, sul futuro dell’economia italiana.

ITALIA MOLTO SENSIBILE AI LOCKDOWN

Tra gli aspetti più rilevanti emersi nei mesi scorsi, Taddei ha messo in evidenza come l’economia italiana sia particolarmente sensibile, nel bene e nel male, alle restrizioni anti-Covid. Il nostro tessuto economico è molto reattivo rispetto ai lockdown, quindi tende a rallentare molto durante le chiusure e a riprendersi altrettanto rapidamente nelle fasi di riapertura. Tuttavia, ci sono dei fattori strutturali che fanno sperare in una ripresa solida della nostra economia, che rimane tra le più colpite dalle conseguenze della pandemia.

MANIFATTURA E LEGAME CON LA GERMANIA

Il primo riguarda la forza del settore manifatturiero. Un settore che, ha sottolineato Taddei, ha dimostrato di saper reggere meglio di altri alle restrizioni e che per fortuna, nel caso italiano, è molto più “pesante” per l’economia rispetto ad altri settori più duramente colpiti come il turismo. Il secondo aspetto sottolineato dall’esperto di Goldman Sachs è la stretta integrazione tra la nostra economia e quella tedesca: un vantaggio non indifferente perché la Germania ha risentito meno delle conseguenze economiche della pandemia.

VOLATILITÀ DI BREVE TERMINE

“Ci aspettiamo una volatilità di breve termine a livello europeo, ma possiamo guardare con fiducia alla ripresa dei prossimi due-tre anni - ha spiegato Taddei – perché la campagna vaccinale, seppur con qualche rallentamento, sta procedendo e ci aspettiamo che l’Italia possa arrivare al 50% della popolazione vaccinata entro la fine di giugno”.

RECOVERY PLAN CRUCIALE

Per agganciare la ripresa, però, sarà fondamentale impiegare in modo costruttivo i fondi del Recovery Plan che, sostanzialmente, per il momento ricalca più o meno l’ultima versione del governo Conte per quanto riguarda la ripartizione per ambiti di intervento. “Senza il Recovery Plan la politica fiscale italiana è fondamentalmente neutra – ha commentato Taddei - Per renderla uno stimolo della ripresa serviranno questi fondi in arrivo dall’Europa”.

OPPORTUNITÀ PER I FORNITORI DELLA PA

Proprio guardando alla ripartizione del Recovery Plan, l’esperto di Goldman Sachs vede ovviamente una grande opportunità per le aziende impegnate nella transizione green del Paese. Ma anche per i fornitori digitali della pubblica amministrazione, chiamata a trasformarsi completamente insieme alla sanità. Infine, per quanto riguarda l’inflazione, Taddei vede nei prossimi mesi movimenti abbastanza accentuati “ma dovuti a fattori tecnici, come lo spostamento dei saldi e i nuovi panieri utilizzati per il calcolo dell’inflazione”. Per questo il suggerimento è guardare al trend più che a singoli valori.