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Governare il futuro. Auto a guida autonoma: prime regole francesi

Federica Olivo
·Giornalista, Huffpost
·2 minuto per la lettura
Governare il futuro. Auto a guida autonoma: prime regole francesi
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Se una macchina viola il codice della strada mentre al volante c’è un robot non è colpa del suo conducente ma del suo costruttore.

È la sintesi di una delle disposizioni di un’Ordinanza appena pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica francese che la dice lunga sulla complessità delle questioni che ci si troverà ad affrontare non appena le automobili a guida autonoma – o, forse, più probabilmente e prima, quelle a guida semi-autonoma – sbarcheranno in massa sulle nostre strade.

Secondo i costruttori di automobili le nostre strade avrebbero già dovuto essere invase da automobili a guida autonoma ma, a volte vien da dire per fortuna, non è ancora successo.

Non c’è, però, dubbio alcuno che accadrà presto e poco conta che presto significhi nei prossimi cinque o dieci anni.

Ed è per questo che scorrere le previsioni dell’ordinanza con la quale il Governo francese è appena intervenuto sulla materia della responsabilità penale in caso di violazioni e incidenti realizzati da automobili a guida autonoma è un esercizio straordinariamente istruttivo sul futuro che ci aspetta.

Il primo principio fissato dalle nuove regole non è cosa da poco perché, di fatto, si solleva il conducente dalla responsabilità che normalmente gli compete quando a guidare e, quindi, a decidere di come debba muoversi l’automobile è l’intelligenza artificiale del computer di bordo.

Questo, almeno, fino a quando il computer di bordo non abbia chiesto al conducente di riprendere il controllo dell’autovettura e quest’ultimo – che dovrà essere sempre pronto a farlo – abbia indugiato più del lecito.

E quando a rispondere non sarà il conducente sarà il costruttore del veicolo.

Come dire che se a guidare è il robot e prendiamo una contravvenzione, i vigili d...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.