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Governare il futuro. Bambini online: è un’emergenza, ecco i numeri

·Componente del Collegio del Garante per la protezione dei dati personali
·2 minuto per la lettura
Governare il futuro. Bambini online: è un’emergenza, ecco i numeri
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I minori online sono milioni in tutto il mondo e, spesso, tra i 9 e i 12 anni sono dove non dovrebbero essere: in piattaforme disegnate, progettate e sviluppate per chi ha almeno 13 anni.


Quando accade i rischi ai quali sono esposti sono evidentemente enormi e gli strumenti di tutela modesti anche perché le piattaforme mettono a disposizione strumenti di difesa, segnalazione e reazione a loro volta pensati e implementati per i più grandi.

Uno studio appena pubblicato dalla Thorn, negli Stati Uniti, contiene dati preziosi sulle dimensioni del fenomeno e sull’urgenza di affrontarlo come si affronta un’emergenza globale. Il 45% dei bambini tra 9 e 12 anni usa Facebook, il 40% usa Instagram e Snapchat, il 41% Tik Tok e il 78% YouTube. E naturalmente non si tratta di un uso episodico ma quotidiano. Lo è per Youtube nel 78% dei casi, per Facebook nel 45% dei casi, per TikTok nel 41% e per Snapchat nel 40%.
Questo, naturalmente, nonostante tutte queste piattaforme dichiarino di essere riservate a un pubblico più adulto.


Il 25% dei bambini e ragazzini ha interazioni a sfondo sessuale online con utenti che ritiene siano maggiorenni e il 23% con utenti che ritiene siano minorenni.
E per oltre il 40% dei bambini e ragazzini intervistati condividere proprie immagini di nudo nelle piattaforme di social network è naturale.
Il 26% dei bambini e dei ragazzini che hanno questo genere di esperienze in maniera non sollecitata e che si sentono in qualche modo vittima tiene tutto per sé, nel 49% dei casi perché segnalare l’accaduto alla piattaforma o a chiunque altro appare una sfida troppo impegnativa.


Nel 23% dei casi a frenarli dal segnalare è l’aver paura di non poterlo fare in forma anonima mentre nel 17% dei casi è la vergogna.
Ma, in ogni caso, quelli he scelgono di segnalare, nell’83% dei casi lo fanno attraverso gli strumenti che trovano disponibili in piattaforma, provando cioè a fa...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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