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Governare il futuro. Cari algoritmi, le emozioni sono una cosa seria

Federica Olivo
·Giornalista, Huffpost
·2 minuto per la lettura
Governare il futuro. Cari algoritmi, le emozioni sono una cosa seria
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(a cura di G. Scorza)

Spotify, una delle piattaforme di musica online più famose al mondo, nei mesi scorsi ha brevettato una soluzione tecnologica che le consentirebbe di ascoltare e analizzare quello che accade attorno al dispositivo sul quale l’app è installata e di riconoscere tra l’altro le emozioni degli utilizzatori al fine di suggerire loro la musica più indicata al loro stato d’animo.

Se il fine giustifica i mezzi è una trovata geniale.

Se, talvolta, i mezzi devono cedere il passo ai diritti e all’umanità allora potrebbe essere una pessima idea.

Nei giorni scorsi Accessnow, un’organizzazione internazionale attiva nella difesa dei diritti e delle libertà fondamentali in particolare nella dimensione digitale ha preso carta e penna e scritto a Spotify chiedendo conto del brevetto in questione e anticipandole una serie di dubbi in relazione all’eventuale sua implementazione.

Prima di proseguire val la pena di dire subito che Spotify ha già risposto, a tempo di record, alla lettera e chiarito a Accessnow di non aver, sin qui, implementato la tecnologia oggetto del brevetto e di non avere programmi circa la sua implementazione.

È una buona notizia.

Almeno non c’è da aspettarsi che Spotify stia per lanciare un servizio come quello descritto nel brevetto.

Ma la tecnologia esiste e, quindi, è, evidentemente, solo questione di tempo e, poi, che si tratti di Spotify o di qualcun altro, verrà utilizzata.

E la tecnologia in questione è tanto elementare nel suo funzionamento quanto preoccupante negli scenari ai quali potrebbe spalancare le porte.

Semplicemente – si fa per dire – lo smartphone, il tablet, lo smartwatch sul quale è installata Spotify – o domani l’app di turno che decidesse di implementare il brevetto di Spotify – ascolta ininterrottamente quello che accade attorno, registra tutti i suoni e poi li ...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.