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Governare il futuro. Instagram per i bambini è una buona idea?

·Giornalista, HuffPost Italia
·2 minuto per la lettura
Governare il futuro. Instagram per i bambini è una buona idea?
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(a cura di Guido Scorza)

Sono quarantaquattro i procuratori generali di altrettanti Stati americani che lunedì scorso hanno scritto a Facebook chiedendo di bloccare il progetto, del qual ormai si parla da quale che mese, di realizzare un Instagram dedicato ai più piccoli, gli under-tredicenni in particolare.

E non sono i primi a dirsi preoccupati per l’iniziativa perché nelle scorse settimane lettere analoghe erano arrivate al quartier generale del social network da una serie di associazioni specializzate nella tutela dei bambini e dallo stesso congresso.

Il dubbio è legittimo e difficile da risolvere in un senso o nell’altro.

Cosa spinge Facebook a voler lanciare un servizio dedicato ai più piccoli?

Lo fa per tenere fuori i più piccoli dalle sue piattaforme per i più grandi o la fa per non perdere l’opportunità di guadagnare miliardi trattando una montagna di dati relativi a un target – quello dei minori di tredici anni – che oggi non incrocia se non incidentalmente ovvero quando – e capita comunque spesso – un bambino che non abbia ancora tredici anni si infila sotto la rete, per la verità non particolarmente tirata, dei suoi social network per adulti, violando le regole che gli imporrebbero di restarne fuori?

A sentire Facebook, naturalmente, la risposta giusta è la prima.

Ma si tratta pur sempre di una società commerciale che legittimamente persegue il profitto e, quindi, altrettanto legittimamente vien da pensare che un fattore importante nell’idea di realizzare un socialnework per immagini pensato per i più piccoli sia rappresentato proprio dalla volontà di essere presente, in maniera crescente, in una fetta del mercato nella quale oggi, probabilmente, è meno presente rispetto a altri suoi competitor.

Ma, a prescindere dalle motivazioni che spingono Zuckerberg e i suoi in questa direzione, si tratta di una buona idea...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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