Italia markets open in 6 hours 28 minutes
  • Dow Jones

    29.926,94
    -346,93 (-1,15%)
     
  • Nasdaq

    11.073,31
    -75,33 (-0,68%)
     
  • Nikkei 225

    26.972,51
    -338,79 (-1,24%)
     
  • EUR/USD

    0,9797
    +0,0002 (+0,02%)
     
  • BTC-EUR

    20.452,23
    -368,96 (-1,77%)
     
  • CMC Crypto 200

    455,84
    -7,28 (-1,57%)
     
  • HANG SENG

    18.012,15
    -75,82 (-0,42%)
     
  • S&P 500

    3.744,52
    -38,76 (-1,02%)
     

Governi europei hanno stanziato 500 miliardi euro per crisi energetica - ricerca

Stazione di compressione del gas di Bulgartransgaz presso Ihtiman

BRUXELLES (Reuters) - Secondo una ricerca pubblicata dal think tank Bruegel, i governi europei hanno stanziato quasi 500 miliardi di euro nell'ultimo anno per proteggere i cittadini e le imprese dall'impennata dei prezzi di gas ed energia.

Mesi di rincari hanno spinto i governi a varare misure per contenere i prezzi al dettaglio dell'energia elettrica, ridurre le tasse sull'energia e concedere sussidi ai cittadini per il caro bollette.

I prezzi del gas e dell'energia elettrica in Europa sono saliti drasticamente a causa del taglio delle esportazioni di carburante da parte della Russia, in risposta alle sanzioni occidentali per l'invasione dell'Ucraina.

I 27 Paesi dell'Unione europea hanno stanziato collettivamente 314 miliardi di euro per misure volte ad alleviare l'impatto del caro energia, mentre la Gran Bretagna ha accantonato 178 miliardi di euro, in base ai dati pubblicati da Bruegel.

Se si includono anche i fondi stanziati dai governi per nazionalizzare, salvare o fornire prestiti alle aziende energetiche in difficoltà, i governi Ue hanno speso quasi 450 miliardi di euro, secondo il think tank di Bruxelles.

La Germania ha nazionalizzato l'importatore di gas Uniper e la Gran Bretagna ha imposto un tetto ai prezzi all'ingrosso di elettricità e gas per le imprese.

Molte delle misure sono state concepite come temporanee, ma secondo Bruegel l'intervento statale è cresciuto fino a diventare "strutturale". "Questo non è chiaramente sostenibile dal punto di vista delle finanze pubbliche", ha detto Simone Tagliapietra, senior fellow di Bruegel.

"I governi che dispongono di un maggiore spazio fiscale riusciranno inevitabilmente a gestire meglio la crisi energetica, facendo concorrenza ai loro vicini per le limitate risorse energetiche nei mesi invernali", ha aggiunto.

La Germania, prima economia europea, ha speso più di ogni altro Stato del blocco - accantonando 100 miliardi di euro, a fronte dei 59 miliardi dell'Italia o dei 200 milioni dell'Estonia, ad esempio.

Croazia, Grecia, Italia e Lettonia hanno stanziato più del 3% del loro Pil per affrontare la crisi energetica.

La scorsa settimana l'Unione europea ha proposto misure comunitarie per rispondere agli elevati prezzi dell'energia, nel tentativo agire in maniera coordinata in aggiunta alle misure nazionali.

(Tradotto da Enrico Sciacovelli, editing Francesca Piscioneri)