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Governo, Commercialisti AIDC: lotta evasione obiettivo condiviso

Roma, 29 ago. (askanews) - "La lotta, vera, all'evasione è obiettivo anche nostro, ma la civiltà del rapporto tra cittadino e fisco va posta alla base di ogni cosa". E' quanto afferma l'Associazione Italiana Dottori Commercialisti (AIDC) a seguito del discorso del Premier incaricato Giuseppe Conte in tema di lotta all'evasione. "Conte, nel suo discorso di accettazione con riserva dell'incarico, torna sul tema della lotta all'evasione: pagheremo tutti e pagheremo meno. Si delinea un punto, non nuovo, del programma del prossimo Governo in materia tributaria. Concetto condivisibile e condiviso soprattutto dai dottori commercialisti, che quotidianamente si confrontano con questo tema e conoscono le pieghe della macchina tributaria e i suoi effetti, immediati e mediati. Il costo della complicazione tributaria è un tema noto, ma mai del tutto affrontato, e continua a porre il nostro Paese tra gli ultimi in quanto a costo degli adempimenti. E' noto come spesso la lotta all'evasione si trasformi in un ulteriore aggravio per i soliti contribuenti, mediante l'introduzione di ulteriori adempimenti, e non colpisca in realtà i veri evasori". Inoltre, come denunciato da AIDC lo scorso mese di maggio, "l'introduzione dei nuovi strumenti di controllo (ISA) interviene con tempi e modalità apertamente in violazione dello Statuto dei Diritti del Contribuente. È solo l'ultimo esempio. Perché la lotta all'evasione non si trasformi nuovamente nella facile esazione dagli imprenditori e dai professionisti operosi è indispensabile che questo Statuto venga rispettato", ribadisce l'Associazione Italiana Dottori Commercialisti. "Ogni battaglia, pur legittima in materia tributaria, così come ogni programma politico che preveda interventi in tal senso, rischiano di diventare vuoti camuffamenti di maggiore peso tributario per chi produce onestamente. Ogni legittima ma effimera protesta contro questo o quel provvedimento si trasformano in battaglie di retroguardia (peraltro spesso inefficaci) dagli effimeri rimedi palliativi. Questo fino al giorno in cui lo Statuto dei Diritti del Contribuente non diverrà norma sovraordinata. Come AIDC chiede da sempre ed oggi ribadisce", conclude la nota.

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