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Governo difende nazionalizzazione Alitalia, Ue: collaboriamo

Sen

Roma, 17 mar. (askanews) - Una compagnia aerea di bandiera è strategica per il paese. Il Governo, all'indomani dell'approvazione del Decreto "Cura Italia" in cui si dà il via libera alla creazione di una nuova Alitalia a controllo pubblico, difende la scelta di una possibile nazionalizzazione della compagnia, con la dotzione di 600 milioni di euro per l'intero comparto del trasporto aereo.

"Il vettore nazionale è strategico per il destino del nostro Paese. Noi abbiamo bisogno della nostra Compagnia di bandiera", ha detto il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli. Sulla stessa linea la viceministra all'Economia, Laura Castelli, secondo la quale Alitalia "è una compagnia importante" e non si può farla "morire". Alitalia, ha proseguito Castelli, all'arrivo dell'emergenza Coronavirus, era "nel bel mezzo di un'operazione che aspettava di chiudersi. Rimettere in piedi la compagnia di bandiera è interesse nazionale, rientra nel tema di asset nazionali da tutelare".

Sull'operazione pende però il giudizio della Commissione eruopea che dovrà stabilire se la newco possa rientrare tra gli aiuti di stato, vietati dalla normativa comunitaria. Bruxelles, ha commentato un portavoce della Commissione, "è pronta a lavorare con l'Italia, così come con tutti gli altri Stati membri, per discutere le possibilità di sostenere il trasporto aereo, inclusa Alitalia e altre compagnie, rispettando le regole europee".

Intanto però i sindacati plaudono all'iniziativa, frenando comunque sulla richiesta avanzata dall'azienda per un Cigs estesa a 4 mila dipendenti. "Nelle attuali condizioni - afferma Fabrizio Cuscito, segretario nazionale della Filt Cgil - siamo impossibilitati a siglare l'accordo sindacale sugli ammortizzatori sociali per Alitalia. Nonostante le continue promesse da parte del Ministero dello sviluppo economico e del Ministero delle infrastrutture e trasporti purtroppo non c'è alcuna certezza sul futuro della compagnia di bandiera e sulle risorse che saranno messe a disposizione per garantirne la ripresa e i livelli occupazionali".

"In questo momento così grave per il Paese e per il Trasporto Aereo - afferma la Uiltrasporti - la nostra priorità assoluta è tutelare i servizi per i cittadisi, e l'occupazione e il reddito di tutti i lavoratori, di Alitalia così come di tutte le altre imprese del settore. Per questo abbiamo bisogno della certezza sine qua non di alcune condizioni, per entrare nel merito della trattativa Cigs richiesta da Alitalia. Innanzitutto, il rifinanziamento del Fondo di Solidarietà del Trasporto Aereo, di cui al momento non abbiamo contezza né del come né del quando avverrà e attendiamo la pubblicazione ufficiale del Decreto Cura Italia. L'altra condizione è che siano sbloccate le Cigs Alitalia di settembre e dicembre 2019, ancora non erogate per un intoppo burocratico insorto all'interno del Ministero del Lavoro. Senza queste due condizioni - conclude -, per Uiltrasporti non sarà possibile valutare alcuna procedura di cassa integrazione".

"La nazionalizzazione - dice poi il segretario generale della Filt-Cisl, Salvatore Pellecchia - ha soprattutto un aspetto positivo: consente ad Alitalia di uscire dal regime di commissariamento, che l'ha tenuta immobile per circa tre anni. Questo passo però non è sufficiente se non è accompagnato dal rilancio della compagnia".

"Da tempo diciamo - prosegue Pellecchia - che il vettore ha bisogno di un piano industriale ambizioso, di una riorganizzazione dell'azienda, delle rotte, dell'offerta commerciale oltre che di strumenti adeguati per competere con le altre compagnie. Alitalia ha anche necessità di alleanze giuste a livello internazionale, ma ancora prima di un gruppo dirigente con esperienza in compagnie complesse e articolate quali è Alitalia che si collaca nel settore del trasporto aereo come compagnia premium, non certo nel low cost. Se non si farà questo cambiamento radicale, il rischio è che in un futuro non lontano ci troveremo punto e a capo nel solito circolo vizioso dell'Alitalia in crisi".

In linea con la scelta del Governo anche l'Associazione nazionale piloti. "Il momento difficile che stiamo vivendo - commenta il presidente Marco Venenziani - sta confermando ancora di più che il Paese ha bisogno di una compagnia di bandiera strategica di riferimento. Bene ha fatto il Governo a prevedere un'eventuale nazionalizzazione di Alitalia".

"La compagnia nei giorni scorsi - aggiunge - ha aperto una procedura di cassa integrazione per circa 4.000 dipendenti e questa mattina al Ministero del Lavoro, Alitalia ha comunicato alle organizzazioni sindacali che, a causa della forte riduzione dei voli dovuta all'emergenza Coronavirus in atto, nei prossimi giorni verrà aperta un'ulteriore procedura di cassa su Alitalia City Liner, che finora era stata tenuta fuori dalla procedura, e questo provocherà un numero maggiore e spaventoso di cassa integrati. Uno scenario - prosegue Veneziani -, impossibile da gestire senza il rifinanziamento del fondo di sostegno a reddito. Il Governo, inoltre, mantenga gli impegni presi in tutti gli incontri avvenuti con le organizzazioni sindacali e rifinanzi immediatamente il fondo".