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Governo Draghi, sindacati aprono ma chiedono stop licenziamenti e Cig Covid

webinfo@adnkronos.com (Web Info)
·3 minuto per la lettura

Imprese e sindacati 'aprono' al governo Draghi; sono pronti ad offrire il loro contributo allo sforzo che attende il Paese confidando che la novità della convocazione di oggi sia solo l'inizio di una concertazione vera, di un confronto strutturato. Il via libera arriva dai leader di Confindustria, Cgil, Cisl e Uil al termine del giro di 'consultazioni' con il presidente del Consiglio incaricato che ripristina una consuetudine all'ascolto delle parti sociali sul futuro programma di governo, che negli ultimi anni, con Renzi e Conte, era praticamente scomparsa.

E se per Carlo Bonomi che affida a Draghi il " piu' convinto sostegno" del mondo industriale la priorità è quella di "fare molto e farlo presto e bene", per Landini, Furlan e Bombardieri l'emergenza immediata a cui dare risposta, oltre a quella sanitaria, è e resta il rinnovo del blocco dei licenziamenti e la proroga della Cig Covid. Draghi però non scopre le carte: concentrato, prende appunti su tutto, a testa bassa e ascolta, lo descrive chi lo ha incontrato ricordando solo quel mezzo 'sorriso' abbozzato quando qualcuno gli evidenzia il coraggio che ha avuto ad accettare l'incarico.

Nessuna replica dunque nemmeno quando il leader Cgil, Maurizio Landini mette sul tavolo anche uno dei temi tra i più spinosi degli ultimi anni, soprattutto alla luce della maggioranza ampia che servirà a formare il governo, a partire dalla Lega: lo ius soli. "Dobbiamo investire nei ragazzi di questo paese anche in quel milione di origine straniera che attende di vedersi riconosciuta la cittadinanza italiana. Chiediamo lo ius soli che è il primo passo per una vera integrazione e inclusione", dice a Draghi nel corso del confronto.

Blocco dei licenziamenti e cig Covid da confermare dunque. "Siamo ancora in piena pandemia: sbloccare i licenziamenti senza alcuna riforma degli ammortizzatori sociali e nessuna politica attiva significa centinaia di migliaia di lavoratori che rischiano la disoccupazione", racconta di aver chiarito al premier incaricato, il leader Cisl, Annamaria Furlan che poi 'apre' in un certo qual modo alle preoccupazioni di Confindustria. "Nessuna proroga sine die. I tempi siano anche brevi ma ben spesi: in quel tempo finalmente si riformino gli ammortizzatori sociali e non si lascino come oggi tanti lavoratori senza quasi copertura", aggiunge.

Ma sul tavolo anche un ampio ventaglio di altri interventi per rilanciare il paese. "Abbiamo sottolineato anche le grandi lacune riscontrate su temi come la sanità e la scuola e dati disponibilità a discutere, tenendo presente che questi temi vanno affrontati nella complessità delle loro problematiche. Il primo tema è la sicurezza degli alunni, dei docenti e dei genitori'', spiega segretario della Uil, Pierpaolo Bombardieri. Ma al centro anche la riforma del fisco, della Pa, della previdenza e del lavoro; proposte, come dice ancora Landini, "già presentate a tutti i governi precedenti, che tutti conoscono". E non ultimo il Recovery, "che deve servire a ridisegnare il Paese non a lasciarlo come era prima", prosegue, e la nuova politica industriale necessaria al rilancio dell'economia. "La transizione energetica e la nuova politica ambientale comportano previsioni di investimenti senza precedenti per i quali il governo dovrà svolgere una funzione di indirizzo diretto ma su cui anche i privati dovranno fare la poro parte", conclude Landini.

Programma e proposte a 360 gradi anche per Confindustria: "Dal piano nazionale di ripresa e resilienza al piano vaccinale, dalla riforma degli ammortizzatori sociali e delle politiche attive del lavoro alla riforma della Pa e delle sue procedure; dalla necessità di una grande alleanza tra pubblico e privato per moltiplicare gli investimenti e concentrarli dove più servono, alla ripresa del paese considerando il peso del debito emergenziale che le imprese hanno contratto, alla riforma fisco e alla sostenibilità generale della finanza pubblica, visto l'andamento del debito'', elenca Bonomi al termine dell'incontro mettendo in fila "i maggiori temi che rimangono irrisolti nell'agenda del paese".