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Governo, Giulia Molteni: "Draghi investa in una vera politica industriale"

webinfo@adnkronos.com (Web Info)
·4 minuto per la lettura

Investimenti in una "vera politica industriale" perché "le aziende vogliono crescere, ma vanno aiutate". E' Giulia Molteni, Head of Marketing and Communication del Gruppo Molteni ad auspicare, conversando con l'Adnkronos, che il presidente incaricato Mario Draghi si diriga su questa rotta per lo sviluppo delle aziende italiane. "Abbiamo un tessuto industriale che ci invidiano ancora molto all'estero" assicura l'imprenditrice ai vertici dell'azienda di famiglia, uno dei pochi brand front ancora interamente italiani del settore 'furniture' di alta gamma e con una produzione totalmente realizzata nel nostro Paese. Mamma di tre bambini, studi negli Usa, Giulia Molteni sottolinea che "se guardiamo ad esempio all'Inghilterra, vediamo un paese totalmente terziario" e "loro questa diversità con il sistema italiano la sentono". "Questo nostro saper fare, questa nostra capacità di essere eccellenti e, spesso, eccellenti in settori di nicchia va sostenuta, bisogna sostenerle queste imprese" per non pensare poi "alla moda, al design, al food che sono settori industriali in cui l'Italia è forte", osserva ancora l'imprenditrice. "Lo sviluppo industriale va sostenuto con facilitazioni di politiche del lavoro, con la defiscalizzazione e con investimenti" sulla scia "del programma Industria 4.0 che è stato un modello ottimo" argomenta. "Le aziende vogliono crescere, ma vanno aiutate. Noi siamo una piccola multinazionale direi 'tascabile', abbiamo 12 filiali in giro per 5 continenti e come noi ce ne sono tante di aziende simili in vari settori che vanno sostenute con politiche pro-investimento" è l'orizzonte cui Giulia Molteni vorrebbe guardasse l'ex presidente della Bce dispiegando adesso, a Roma, 'bazooka' come quelli mostrati da numero uno dell'Eurotower.

"Spero che Mario Draghi disciplini e sostenga lo smart working" che "è un cambio culturale" per il lavoro in Italia, per i "suoi spazi ed i suoi tempi" continua Giulia Molteni. "La pandemia -sottolinea- ha creato senza ombra di dubbio grandi cambiamenti evidenti, come lo smart working, l'accelerazione del digitale". Cambi di passo che hanno "richiesto investimenti nell'e-commerce, nell'acquisizione di nuove competenze", insomma "grandi salti in avanti" e "questo cambiamento culturale va aiutato". Collaborazioni con i più prestigiosi studi di architettura e designer internazionali, il Gruppo, assicura Giulia Molteni, realizza un costante investimento in ricerca e innovazione tecnologica e "per noi Molteni tutti i nostri gli investimenti del 2020 sono andati in quella direzione, dal punto di vista di filiere produttive, con nuovi macchinari, fino alla digitalizzazione a valle, come un nuovo canale e-commerce negli Usa: abbiamo investito gran parte delle nostre risorse in questi cambiamenti". "La pandemia ha accelerato la rivoluzione digitale, ha consolidato un cambiamento strutturale, il confine fra casa e ufficio è diventato più labile, quindi bisogna codificare questa nuova realtà che è il tema vero dell'evoluzione della nostra società: il lavoro diventa diverso, diventa un lavoro agile che però va disciplinato e questo noi ce lo aspettiamo da Draghi" osserva l'imprenditrice che taglia corto: "Anche l'occupazione femminile va sostenuta". "Bisogna e vitare che le imprese licenzino le mamme. Ci sono programmi - e noi stiamo finalizzando un progetto in questa direzione - in cui si evidenzia che la maternità è un master, che si acquisiscono capacità, che la maternità è un valore".

Guardando al futuro e al possibile governo di Mario Draghi, Giulia Molteni sottolinea che vorrebbe "un'Italia più aperta, più europeista, un po' meno ego-riferita, più aperta al mondo". "L'Italia ha fatto passi da gigante nel Secondo Dopo Guerra, negli anni '50 anche per il design c'era grande slancio di cambiamento, quelli sono stati anni strategici" afferma ancora auspicando, con il nuovo corso che potrebbe imprimere l'ex numero uno dell'Eurotower e la consistenza dei Recovery Fund in arrivo, un'Italia con "presupposti diversi per le nuove generazioni e per le donne". Lo sguardo di Giulia Molteni si rivolge poi a quello che tutti auspicano sia il post-pandemia. "A settembre ci sarà il Salone del Mobile, speriamo che sia riconosciuta" l'importanza di questo evento. "Speriamo" che a dal nuovo Governo "ci sia data la dovuta importanza perché il settore del mobile è un grande volano per Milano e per tutto il settore" sottolinea Molteni che ritorna alle radici e ricorda che proprio suo nonno, Angelo Molteni, "è stato fra i fondatori nel '61 del Salone del Mobile". "Furono 13 i fondatori, tra cui Cassina, dunque noi Molteni al Salone ci siamo proprio dall'inizio". "Mio nonno è stato anche fra i primi imprenditori nel settore del mobile a creare una vera produzione industriale in Italia. E' andato in Germania a vedere come si produceva, ha catturato il modello tedesco è lo ha trasferito in Brianza" ricorda infine Giulia Molteni come a voler sottolineare - a chi prenderà posto nel nuovo esecutivo - che la tradizione d'impresa é un bene nazionale che andrebbe maneggiato con cura. (di Andreana d'Aquino)