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Governo, le sfide che attendono Draghi sulle infrastrutture

Red
·3 minuto per la lettura
Image from askanews web site
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Roma, 8 feb. (askanews) - Tra le molte priorità che dovrà affrontare il presidente del Consiglio incaricato, Mario Draghi, c'è sicuramente quello dello sblocco delle infrastrutture. Prima di tutto dovrà decidere se riprendere dal lavoro avviato dal precedente Esecutivo, oppure avviare un nuovo percorso.

L'attività del Governo Conte si era interrotta poco dopo l'invio in Parlamento della bozza del Dpcm contenente i nomi dei commissari straordinari incaricati di velocizzare la cantierizzazione di 59 opere ritenute strategiche, così come era previsto dal Dl Sblocca cantieri. Tra le opere ritenute strategiche, figurano la linea ferroviaria ad Alta velocità Napoli-Bari, la linea C della metropolitana di Roma e la strada statale 106 ionica, oltre alla linea ferroviaria ad Alta velocità palermo-Catania-Messina. I finanziamenti delle opere andranno ricercati in parte nei fondi messi a disposizione da Next Generation Ue.

Tra le altre opere stradali figurano poi interventi sulla E78 Grosseto-Fano e il potenziamento della strada statale 4 Salaria. Sul fronte ferroviario invece, sono considerate prioritarie la linea ad Alta velocità Brescia-Verona-Padova, il potenziamento della linea Venezia-Trieste, il completamento del raddoppio della linea Pescara-Bari e il potenziamento della Roma-Pescara.

Sono state inserite anche opere idriche come la messa in sicurezza del sistema acquedottistico del Peschiera e il rilancio del polo della catieristica navale di Palermo.

I commissari straordinari, attesi da lungo tempo, basti pensare che dalla loro previsione del Dl Sblocca cantieri è passato circa un anno e mezzo dalla loro individuazione, erano stati pensati per velocizzare l'iter burocratico per l'avvio dei cantieri e Draghi dovrà decidere se confermarli oppure adottare un diverso strumento, magari con una cabina di regia all'interno del ministero delle Infrastrutture o direttamente a Palazzo Chigi.

Sulla necessità di una cabina di regia spinge l'Ance, l'associazione nazionale dei costruttori edili, secondo la quale, il ricorso alla figura commissariale dimostra che l'attuale sistema di regole non funziona. L'associazione ha calcolato che nel Pnrr, le risorse stanziate per le costruzioni in generale sono circa la metà del totale: 114 miliardi, di cui 63 miliardi per nuovi interventi. Ma, per l'Ance, se non si affronta il nodo della semplificazione delle regole, le risorse disponibili rischiano di rimanere sulla carta, perché "nel nostro Paese servono circa 5 anni per realizzare, collaudare e rendicontare opere inferiori a 1 milione di euro e più di 15 anni per le grandi opere (oltre 100 milioni di euro)".

Il nuovo Governo Draghi dovrà quindi porsi il problema della velocizzazione dell'iter burocratico, dato che, secondo uno studio dell'Ance, quasi il 70% delle opere bloccate in Italia ha riscontrato criticità nelle fasi che precedono la gara, a partire da una revisione del nuovo Codice degli Appalti. Per questo l'associazione dei costruttori auspica un nuovo Regolamento espressamente dedicato ai lavori pubblici, e distinto da quello per i servizi e le forniture.

Altro nodo è poi quello del Piano nazionale di resilienza e ripresa stilato dal Governo Conte, che destina 31,9 miliardi per "Infrastrutture per una mobilità sosteniblie". Nel documento si fa riferimento a un generico potenziamento della rete ferroviaria e dell'intermodalità. Spetterà al nuovo Esecutivo riempire le varie caselle e magari dire una parola definita sul Ponte sullo Stretto di Messina.