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Governo pensa a ok “lampo” Giustizia al Senato, partiti frenano

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Image from askanews web site
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Roma, 30 lug. (askanews) - Portare la riforma della giustizia in aula al Senato subito dopo l'approvazione alla Camera, chiudendo tutta la partita prima della pausa estiva. E' questa l'idea, o almeno la 'suggestione', che sta accarezzando il governo.

Dopo il sofferto via libera arrivato ieri dal Cdm, la riforma è ora all'esame della commissione Giustizia della Camera e domenica andrà in Aula per incassare la fiducia lunedì e il voto finale martedì. Questo è il risultato minimo che si era prefissato il presidente del Consiglio Mario Draghi, che però sarebbe ben contento di poter avere prima della fine dell'estate il via libera di entrambi i rami del Parlamento a una delle riforme prioritarie per avere i fondi del Pnrr.

Quindi c'è, spiegano fonti di governo, l'ipotesi di una "volata" a Palazzo Madama. Lo scenario è "possibile", spiegano le fonti, precisando però che al momento non è stato deciso quale sarà il timing dopo il passaggio a Montecitorio.

Fonti parlamentari del Senato danno però per "molto difficile" se non "impossibile" il passaggio. Il calendario dei lavori della settimana (che dovrebbe essere l'ultima prima della pausa) prevede martedì l'esame del dl cybersicurezza, già approvato dalla Camera, e poi l'esame, in prima lettura, del decreto Grandi navi, che deve essere convertito entro il 18 settembre. Previsto anche l'esame del rendiconto e assestamento 2021. Sembra difficile, quindi, poter trovare uno spazio, anche se per martedì alle 15.30 è prevista la riunione della Conferenza dei capigruppo.

Un membro della commissione Giustizia del Senato esclude che si possa approvare la riforma in via definitiva prima della pausa estiva. "Cercheremo di votarla in commissione - spiega - ma non ci sono le condizioni per fare anche il passaggio in aula". Soprattutto, aggiunge, non sarebbe accettabile una compressione dei tempi di discussione che porti a fare tutto in una settimana. "Non abbiamo ancora iniziato, ci sono dei tempi tecnici. Anche il Senato deve avere la possibilità di lavorare sul provvedimento".

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