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Gratis metro in alcune fasce orarie e trasporto verticale, l'esperimento di Genova

·3 minuto per la lettura

"Una sperimentazione" che "possa iniziare a dare qualche vantaggio connesso all'uso del trasporto pubblico" ma che "non pesi troppo sulle casse dell'azienda dei trasporti e quindi del Comune". Enrico Musso, ordinario di Economia dei trasporti dell'Università di Genova, che come direttore del Centro italiano di eccellenza sulla logistica, le infrastrutture e i trasporti ha curato per la città il Piano di mobilità sostenibile, spiega così all'Adnkronos il progetto, attivo nella città, a partire dal 1 dicembre e fino alla fine di marzo, che prevede il trasporto gratuito sulla metropolitana, in alcune fasce orarie, e tutto il giorno sugli impianti verticali.

Genova è la prima città italiana ad attuare un esperimento di questo tipo, attento alla sostenibilità e al contenimento dell'affollamento sui mezzi pubblici "Per ora non riguarda gli autobus. Poi, se funziona l'idea del sindaco è di procedere per segmenti successivi", annuncia, riferendosi a un progetto più ampio dell'amministrazione di Marco Doria, che l'ha nominato coordinatore della mobilità urbana sostenibile. "Ci stiamo lavorando da un po' di tempo, il vero problema sono le risorse. Qualunque segmento di gratuità si introduca si rinuncia a una certa fetta di ricavi - sottolinea il docente - Bisognava cominciare con qualche assaggio non eccessivamente costoso con una sperimentazione".

La misura si compone di due parti. "Genova ha un altissimo numero di impianti verticali, ascensori, funicolari, cremagliere, funivie, circa 25, tutti pubblici - ricorda - Sono utilizzati da tutti quelli che abitano sulle alture, quei quartieri collinari dove il parcheggio è impossibile. Questa sembrava la misura che avrebbe dato il miglior rapporto tra utilità e costo: parliamo per 4 mesi di sperimentazione di 200/250 mila euro. Altrettanto è il costo, in termini di mancati ricavi, di rendere libero l'uso della metropolitana nelle ore cosiddette 'di morbida', 10-16 e 20-22 anche con la funzione di spalmare il traffico e evitare il sovraffollamento dei mezzi".

Il senso dell'iniziativa, chiarisce ancora Musso, "come prevede il piano urbano di mobilità sostenibile è trasferire quote di mobilità dal traffico privato al trasporto pubblico, con evidenti conseguenze in termini di costi ambientali. Ma siccome i costi ambientali sono costi esterni se lasciamo scegliere alle persone in base ai propri costi vivi, ai tempi di percorrenza e soprattutto al comfort, è molto improbabile che scelgano il trasporto pubblico. Bisogna dargli un incentivo che nella fattispecie, nel breve periodo può essere rappresentato da misure come questa".

"Per il medio lungo periodo Genova ha avviato una vera e propria rivoluzione del trasporto pubblico con una serie di misure che quando saranno compiute saranno molto più incisive. Ma siccome richiedono svariati anni prima di essere messe a regime, cerchiamo intanto di dare una misura che si realizza in tempi piuttosto brevi che comincia a dare qualche tipo di vantaggio connesso all'uso del trasporto pubblico", ribadisce.

Guardando ai numeri "il monte ricavi dell'azienda di trasporto della città su base annua è di 60/70 milioni se noi facessimo tutto gratuito bisognerebbe trovare quella cifra. Invece la sperimentazione vale circa un centesimo, tra i 500 e i 600 mila euro" Comunque, assicura Musso, "sono misure che fanno un po' di paura agli amministratori, si aprono buchi e ci sono tante cose che possono allarmare".

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