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Gravina sta con Dal Pino: 'Capace e onesto, ora basta liti e ricatti in Lega'

·2 minuto per la lettura

Gabriele Gravina difende Paolo Dal Pino, attaccato da sette club di Serie A che hanno chiesto le sue dimissioni da presidente della Lega. Il presidente della Figc ha dichiarato al Corriere della Sera: "Ho imparato a conoscere Paolo in un anno e mezzo di duro lavoro - le parole di Gravina -. Dal Pino è una persona onesta, determinata, capace e leale. Fatico molto nel riconoscerlo in quello che hanno scritto. Ma al di là dei contenuti, sui quali può rispondere meglio lui stesso, sono i toni e l'atteggiamento dell’ultimo periodo da stigmatizzare. Non è più accettabile che nel nostro mondo si privilegi una visione manichea dei rapporti istituzionali. Non ci si può dividere sempre su tutto e trasformare in nemico chi non la pensa come noi".

"Il mio obiettivo è contribuire a costruire un calcio (italiano) patrimonializzato e non indebitato, libero da ricatti e più maturo di quanto non lo sia stato in passato. È impensabile continuare a tollerare un livello di relazioni che, in alcune circostanze, trascendono persino la buona educazione. La mia Federazione riconosce rispetto a tutti i suoi interlocutori e pretende che gli venga riconosciuto lo stesso trattamento. Il mio approccio rimane lo stesso. Chi mi conosce sa che difendo gli interessi del sistema, come ho fatto durante la pandemia. La Figc ha a cuore le sorti del calcio italiano e ha intenzione di affrontare con il piglio giusto tutte le problematiche che lo affliggono per risolverle. Non si tratta di una caccia all’uomo. Chi vuole continuare a nascondere la polvere sotto il tappeto resterà deluso".

"Chi denuncia una nostra ingerenza nella vita della Lega di serie A continua a rifiutare un approccio di sistema - prosegue Gravina -. Sono per una Lega di A forte, ma non lacerata dalle divisioni. È compito della Figc agevolare l’esercizio della democrazia in contrapposizione alla logica del veto perenne e dell’immobilismo disfattista". "Nel periodo più difficile dal dopo guerra a oggi, la Federcalcio, con Dal Pino vicepresidente, ha supportato il sistema con un impegno incessante. Abbiamo sostenuto finanziariamente le Componenti, dalla serie B sino ai Dilettanti, e puntellato la Lega di A accogliendo quasi tutte le richieste di deroga giustificate dalla pandemia. Abbiamo, inoltre, perorato le istanze dei presidenti con il governo, ottenendo diversi risultati, soprattutto in materia fiscale. Se l’Italia è chiusa per il virus, non si può certo pensare di andare in controtendenza rispetto al Paese".

"La questione dei fondi di investimento osteggiata dai sette club contrari a Dal Pino? È una vicenda di cui non mi sono mai occupato e lo dico con forza. Come presidente federale sono stato e resto imparziale. Trovo per questo davvero disonesto, oltre che ridicolo, il bisbigliare di qualcuno sul fatto che il mio intervento sia mirato a accelerare la questione. Anche perché, in casi come questo, la maggioranza qualificata in Lega resterebbe valida".