Grecia, clienti autorizzati a non pagare in assenza di scontrino

Il ministro greco dello Sviluppo pensa a una norma radicale per stroncare l’evasione

Dopo la stagione, non conclusa ancora, della crisi profonda e del biasimo internazionale per i conti disastrati, per la Grecia deve cominciare quella del riscatto. Che passa anche da una serrata lotta all’evasione fiscale, altro mostro che ha messo in ginocchio il Paese.

Secondo quanto riporta la stampa nazionale, il ministro dello Sviluppo greco sta esaminando una norma senza precedenti, che consente ai clienti che non ricevono lo scontrino fiscale in esercizi come bar, negozi e ristoranti, di andarsene senza pagare. Una svolta incredibile, senza precedenti, che secondo quanto riferisce il quotidiano conservatore Kathimerini potrebbe essere applicata già a partire dalla settimana prossima, e che prevede anche che il nuovo diritto sia reso chiaro ai consumatori sui menù dei bar e dei ristoranti. La settimana scorsa, il viceministro Skordas ha confermato che il ministro “sta esaminando la norma e il miglior modo di applicarla”.

Ristoranti e caffè dovranno obbligatoriamente riportare nei loro menu i prezzi con Iva e quelli senza Iva, per evitare di ingannare i loro consumatori; lo stesso faranno, per i prodotti, i negozi al dettaglio, esclusi gli alimentari. Un cambiamento a cui il paese non può più sottrarsi se l’evasione è stimata fra i 40 e i 60 miliardi di euro l’anno; e, secondo la guarda di finanza nazionale (Sdoe), è opera in particolare di quei ceti che hanno attività commerciali ma che, malgrado la devastante crisi, continuano a non porsi alcun problema economico e morale, continuando a danneggiare una nazione già in ginocchio.

Nella stragrande maggioranza dei casi, gli evasori sono ristoratori e albergatori appunto, con percentuali che vanno dal dal 53 al 74% a seconda dei posti. Una vera onta nazionale, che disturba profondamente l’economia, tanto più in un Paese che vive anche di turismo per diversi mesi all’anno. Il provvedimento è solo uno degli 89 che riguardano mercato e liberalizzazioni, oltre alle privatizzazioni, e che saranno inseriti nel Memorandum firmato da Atene con i creditori internazionali. La linea è chiara per avventori e commercianti, al netto di tutti gli accordi sotto banco e delle tacite connivenze.

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